Progressisti a Barcellona per costruire un’alternativa globale e per riformare l’Onu

(Maria Eva Pedrerol)

Nasce una nuova piattaforma politica internazionale con ‘l’obiettivo di difendere la democrazia e creare una alternativa al trumpismo’. I leader progressisti si sono riuniti a Barcellona per lanciare proposte concrete, ‘proteggere la pace e l’ordine internazionale e riformare l’Onu ormai ‘incapace’ di risolvere i conflitti e le sfide globali’.

Il summit, battezzato ‘Global Progressive Mobilisation’, si è svolto in due giornate intense, con centinaia di eventi, fra dibattiti, incontri o sessioni bilaterali. Vi hanno partecipato più di tremila persone, tra accademici, attivisti, sindacalisti, rappresentanti della società civile e leader politici dei cinque continenti. In parallelo, si è svolta una nuova edizione dell’iniziativa ‘In Difesa della Democrazia’.

Dai lavori è emersa un’inedita sintonia di vedute tra i leader progressisti internazionali con diverse tradizioni politiche e culturali. Presenti, per discutere di emergenze e prospettive, il presidente del Brasile Lula da Silva, i presidenti del Messico Claudia Sheinbaum e della Colombia eGustavo Petro, i presidenti del Sudafrica Cyril Ramaphosa,e l’irlandess Catherine Connolly. Hanno partecipato al summit anche il presidente del Consiglio Europeo António Costa, il vicecancelliere tedesco Lars Klingbeil, il vicepremier del Regno Unito David Lammy, il premier albanese Edi Rama e molti altri che hanno accolto la chiamata del premier spagnolo Pedro Sánchez.

‘Le nostre risposte non possono essere meramente difensive, dobbiamo proporre’, ha esordito Sánchez, sottolineando la necessità di agire davanti al pericolo che riguarda ‘tutte le nazioni’. Siamo qua – ha spiegato – attorno a ‘una comunità politica in costruzione’. Questo gruppo di Paesi si impegna a ‘fare il necessario per proteggere la democrazia’, perché ‘condividiamo la visione che la democrazia sia il miglior sistema’ e ‘non bisogna darla per scontata’. E sull’Onu ha detto: ‘E’ arrivato il momento che l’Onu sia rinnovata e diretta da una donna’.

Anche Lula da Silva ha puntato sulla necessità di riformare l’Onu e sul rilancio del multilateralismo. ‘L’estremismo e la mancanza di rispetto nella casa dell’Onu è molto pericoloso’, ha affermato. ‘Abbiamo più conflitti armati nel mondo dalla Seconda Guerra Mondiale e il Consiglio di Sicurezza non si riunisce’. Per Lula, l’Onu ‘non funziona’, ma ‘non può rimanere in silenzio’ davanti alle sfide globali. .

Dello stesso avviso Claudia Sheinbaum. La leader messicana ha parlato di una ‘nuova visione dell’Onu’. E lancia subito la proposta di destinare il 10% delle spese per il riarmo per riforestare milioni di ettari. ‘Invece di guerra, seminiamo pace’, ha sottolineato. Uno spazio importante dei dibattiti è stato dedicato anche alla tecnologia, per ‘un internet abitabile’.

Gli incontri di Barcellona sono stati l’occasione per due eventi inediti. Da una parte, il vertice bilaterale Spagna-Brasile tra Sánchez e Lula, il quale era arrivato accompagnato da un gran numero di ministri. Dall’altra, l’arrivo in Spagna della presidente del Messico Sheinbaum. Dopo i rapporti tesi tra il Messico e la Spagna degli ultimi anni, Sheinbaum ha tenuto a precisare che ‘non c’è crisi diplomatica tra i due Paesi’.

Ma, soprattutto, a Barcellona si è seminato per la riunificazione dei progressisti e, anche se non è stato mai nominato, uno dei protagonisti è stato il presidente Usa Donald Trump. Ma il Summit e’ stato la prova generale per i leader progressisti di tessere un filo comune per un’alternativa politica globale al modo di vedere il mondo di Trump e della destra europea e americana.

 

 

 

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