(Marzia Giglioli)
Solo poche ore e tutto è cambiato per Hormuz e forse per la fragilissima tregua tra Iran e Stati Uniti. L’esercito iraniano ha annunciato la reintroduzione delle restrizioni al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, denunciando le “ripetute violazioni della fiducia” da parte degli Stati Uniti nell’ambito del cessate il fuoco tra le due parti.
Teheran torna così a chiudere Hormuz soprattutto a causa del blocco Usa.
Intanto Teheran commenta: “Trump parla troppo, non capiamo bene cosa dica e non si capisce “esattamente cosa voglia dire”. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, interpellato in merito alla recente minaccia di Trump di “tornare a bombardare di nuovo” se non sarà raggiunto alcun accordo. Trump, secondo il viceministro, “dice cose contraddittorie all’interno della stessa frase”.
Ieri , il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva pubblicato su X che lo Stretto era aperto al traffico, ma ora i media statali iraniani hanno confermato la “piena supervisione delle forze armate iraniane sul passaggio delle navi, e tale passaggio è considerato nullo e non valido, se il presunto blocco navale dovesse continuare”.
Da parte sua Trump ribadisce che il blocco navale dei porti iraniani rimarrà in vigore fino al raggiungimento di un accordo completo con Teheran. Non è chiaro ora, secondo quanto scrive la Cnn, quando e dove le due parti potrebbero incontrarsi nuovamente.
In una manciata di ore sembrano saltare molte delle speranze di soluzione.
Fragilissima anche la tregua in Libano. L’ultima notizia è quella che Israele imporrà la “linea gialla” nel Paese dei Cedri. Secondo quanto affermato da alti funzionari delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Israele imporrà in Libano la cosiddetta “yellow line”, vietando ai residenti di tornare nelle aree occupate dall’esercito israeliano.
Si tratta di ripetere lo schema già utilizzato per dividere Gaza , dove la cosiddetta “linea gialla” delimita un’area occupata dall’esercito israeliano che è inaccessibile ai residenti e riguarda 55 villaggi. Ieri in molti si erano mossi per tornare alle loro abitazioni appena comunicata l’entrata in vigore della tregua.



