(Marzia Giglioli)
”Nessuno sa quanto durera” questa guerra, ed ogni previsione resta sospesa.
“Manterremo chiuso lo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Mojtaba Khamanei nel suo primo discorso da Guida Suprema. L’ Iran ruggjsce e invia i suoi messaggi a nemici e alleati.
Si teme uno shock petrolifero, si teme l’incognita che nessuno può davvero decifrare. E intanto a parlare chiaro, senza mezzi termini, è l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE). “Siamo di fronte ad una turbativa storica” e la domanda è una sola: quanto durerà ?
il blocco nello Stretto di Hormuz costringe i Paesi del Golfo a ridurre drasticamente la loro produzione petrolifera, gravando sul 7,5% dell’offerta mondiale, riferisce ancora l’Agenzia internazionale dell’Energia, secondo la quale la produzione mondiale di petrolio nel mese di marzo dovrebbe calare di 8 milioni di barili quotidiani, ”il livello più basso dal primo trimestre 2022″. Tradotto in percentuale, significa un calo mensile del 7,5% rispetto alla valutazione sulla produzione mondiale di febbraio.
Secondo l’AIE, ”la guerra in Medio Oriente segna la più importante perturbazione in tutta la storia del mercato petrolifero mondiale”. La pubblicazione dell’agenzia internazionale ha scelto anche di titolare “Dire Straits”, dal nome della celebre rock band anni Ottanta.
Per ora le Borse contengono le perdite, ma il Brent tocca il picco dei 100 dollari al barile, poi ripiega leggermente. “L’Iran non sta minando lo Stretto di Hormuz”, afferma il viceministro degli esteri di Teheran, Majid Takht-Ravanchi in un’intervista all’AFP in cui gli è stato chiesto delle notizie secondo cui la Repubblica islamica avrebbe posato mine nella via d’acqua strategica.
Takht-Ravanchi ha spiegato che l’Iran ha permesso alle navi di alcuni paesi di attraversare lo Stretto di Hormuz, “alcuni Paesi ci hanno già parlato della possibilità di attraversare lo stretto e abbiamo collaborato con loro”. E ancora: “Riteniamo che i Paesi che hanno aderito all’aggressione non dovrebbero beneficiare di un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz”. Il messaggio è più che chiaro.



