Guerra, rese dei conti e intelligenza visionaria / War, reckonings, and visionary intelligence

(Marco Emanuele) 

Di nervi, esistenziale, globalizzata: la guerra si mostra in tutto il suo esondare dal teatro principale. Mentre i politici hanno bisogno di rassicurare le opinioni pubbliche con giuste misure di contenimento sul lato economico, sul campo ‘onlife’ le minacce non si arrestano.

Dalla guerra vediamo una serie di rese dei conti che ci fanno entrare a pieno titolo nella complessità di quanto sta accadendo. Alcune brevi considerazioni.

Tecnologia e guerra si confermano profondamente consustanziali. La delicatissima questione tra Pentagono e Anthropic pone il tema di quale etica per la tecnologia utilizzata in guerra nel contesto del rapporto uomo (e controllo umano)-macchina. I limiti sono fondamentali, trovarli risulta sempre più difficile. Le pressioni sono fortissime: la guerra, infatti, non prevede più l’etica (già fragilissima) di un tempo. Legge della giungla impera. Resa dei conti in azione.

Visioni di mondo si contrappongono. Lo Stato che incarna visione biblica da popolo eletto bombarda, certamente provocato, e non si preoccupa del destino dei popoli che non hanno colpe terrene (saltato, come successo a Gaza, ogni equilibrio tra azione e reazione). La crisi umanitaria in Libano aumenta, il male banale diventa morte negli occhi dei più fragili e i loro corpi sono inevitabili effetti collaterali. Resa dei conti in azione tra ragione laica e aperta e reciproche radicalizzazioni strumentalizzanti Dio.

L’approccio multilaterale perde progressivamente significato: per questo occorre ripensarlo e rilanciarlo in chiave sistemica, proprio ora. Nel tempo degli ‘imperi sovrani’, dove tutti cercano posto al centro, ricostruire la comunità mondiale significa uscire dall’auto-inganno dell’ognun per sé. La realtà ci mostra gli effetti devastanti di una competizione esasperata che diventa guerra. Resa dei conti in azione tra esaltazione del proprio interesse e destino planetario.

Occorre tornare ai popoli, alla salvaguardia della loro dignità e sicurezza in prospettiva di auto-determinazione e auto-realizzazione. Serve intelligenza visionaria (al contempo, relazionale-spirituale-connettiva-planetaria), urge uscita da un presente imminente che obbliga tutti nel regno della necessità. Le piazze dovrebbero riempirsi di persone che credono laicamente nella sostenibilità sistemica dei mondi e del mondo, condannando il male banale da chiunque e in qualunque modo perpetrato. Serve aprire prospettive nuove, per nuove responsabilità.

(English Version) 

Nervous, existential, globalised: war is spilling over from the main theatre. While politicians need to reassure public opinion with appropriate economic containment measures, threats continue unabated in the “onlife” arena.

From the war, we see a series of reckonings that bring us fully into the complexity of what is happening. A few brief considerations.

Technology and war are confirmed as deeply consubstantial. The highly sensitive issue between the Pentagon and Anthropic raises the question of what ethics should apply to technology used in war in the context of the relationship between man (and human control) and machine. Limits are fundamental, but finding them is becoming increasingly difficult. The pressures are very strong: war, in fact, no longer provides for the (already fragile) ethics of the past. The law of the jungle reigns supreme. Reckoning in action.

Worldviews clash. The state that embodies the biblical vision of a chosen people bombs, certainly provoked, and does not care about the fate of peoples who are not guilty of earthly sins (any balance between action and reaction, as happened in Gaza, has been lost). The humanitarian crisis in Lebanon is worsening, banal evil becomes death in the eyes of the most fragile, and their bodies are inevitable collateral damage. Reckoning in action between secular and open reason and mutual radicalisation exploiting God.

The multilateral approach is gradually losing its meaning: this is why it needs to be rethought and relaunched in a systemic way, right now. In the age of “sovereign empires”, where everyone seeks a place at the centre, rebuilding the world community means breaking free from the self-deception of everyone for himself. Reality shows us the devastating effects of exaggerated competition that turns into war. Reckoning in action between the exaltation of one’s own interests and the fate of the planet.

We need to return to the people, to safeguarding their dignity and security with a view to self-determination and self-realisation. We need visionary intelligence (at once relational, spiritual, connective and planetary), and we urgently need to escape from an imminent present that forces everyone into the realm of necessity. The squares should be filled with people who believe secularly in the systemic sustainability of the worlds and the world, condemning banal evil perpetrated by anyone and in any way. We need to open up new perspectives for new responsibilities.

 

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