(Carlo Rebecchi)
È il figlio di Khamenei, Mojtaba, la nuova Guida Suprema dell’Iran. L’annuncio trapela dall’Assemblea degli Esperti chiamati ad eleggere il successore del defunto leader. Il nome di Mojtaba, legatissimo ai Pasdaran, circolava da giorni ed era già stato bocciato da Trump che avverte: ‘Senza la nostra approvazione durerà poco’. Minacce pure da Israele: “Uccideremo anche lui”. In attesa dell’annuncio ufficiale dell’elezione, è dal gruppo degli 88 esperti che si è avuta la notizia che l’eletto è Mojtaba. “Il nome di Khamenei come leader dell’Iran continuerà a esistere”, ha affermato l’ayatollah Hosseinali Eshkevari, membro del Consiglio Clericale incaricato di eleggere un nuovo leader, in un video pubblicato sui media iraniani, come riporta Reuters sul suo sito.
L’attesa dell’annuncio ufficiale potrebbe non essere breve. L’accordo sul nome non basta. L’ Assemblea degli Esperti valuta anche il programma dell’eletto che, fra l’altro, sarebbe stato ferito nei bombardamenti. Quando alla morte di Khomeini fu eletto Alì Khamenei, morto nei primi bombardamenti di questa guerra, gli esperti prima di dare l’annuncio dell’elezione modificarono addirittura alcuni passaggi della costituzione, così da affidare a Khamenei obiettivi precisi e circoscriverne l’azione nella scia di quanto avviato da Khomeini. Probabilmente, secondo gli esperti di cose iraniane, si cerca anche di trovare un equilibrio tra la linea portata avanti dai Guardiani della Rivoluzione e la linea riformista che farebbe riferimento al presidente della Repubblica Masoud Pezeshkian.
La giornata di ieri, nona della guerra, è stata caratterizzata da bombardamenti ancora più pesanti di quelli attuati finora da Stati Uniti e Israele. Il Golfo è stato sotto attacco dei missili e droni sia al mattino che al pomeriggio. Una torre in fiamme a Kuwait City, due morti in Arabia Saudita, esplosioni a Abu Dhabi e in Bahrein. Missili e droni sono stati lanciati contro Tel Aviv e le regioni centrali di Israele. Gli Emirati negano di aver colpito l’Iran, come ha invece affermato Israele in un briefing dei militari per i giornalisti. In mattinata, nell’area di Teheran sono stati colpiti cinque grandi impianti petroliferi che ha causato una pioggia acida su parte della capitale, dalla quale in molti sono fuggiti.
Trump ha parlato con Starmer delle basi inglesi e in una intervista ha detto che sta valutando l’ipotesi di un intervento terrestre e, probabilmente, di commando della della Delta Force per distruggere i siti nucleari. I Pasdaran dal canto loro hanno avvertito di essere in grado di combattere per ‘almeno altri sei mesi’. Anche con l’aiuto della Russia. Araghchi: ‘Mosca ci aiuta in modi diversi, non è un segreto’, ha detto il ministro degli esteri. Il petrolio intanto vola verso i 100 dollari al barile, nel timore dei mercati di una guerra lunga.



