L’Europa possibile. Oltre l’insostenibile burocratismo

(Marco Emanuele) 

Il Presidente del Consiglio Europeo Costa ha dichiarato a Politico che non è possibile mancare di rispetto alla decisione del Consiglio di erogare 90 miliardi di euro all’Ucraina. In questo caso il messaggio è rivolto all’Ungheria.

Il problema non è di rispetto ma di funzionamento. Il problema è nei meccanismi di una costruzione europea lenta, burocratica e bloccata dal principio di unanimità. In molti lo scrivono ma val bene ribadirlo.

O l’Europa si ripensa, re-istituendosi, a ‘geometrie variabili’ o sarà condannata a una sempre maggiore irrilevanza strategica. La fluidità del tempo storico che viviamo chiede strumenti adeguati per governare le sfide che abbiamo di fronte. Si pensi al paradosso Europa burocratica vs guerra ibrida: la prima, con tutta evidenza, è anti-storica.

Proprio perché ci sentiamo profondamente europei, pensiamo che il Vecchio Continente debba ritrovare posto tra gli attori globali. Com’è possibile se, come si vede ogni giorno, l’Europa rincorre ciò che accade e non riesce a determinare i processi ?

Al di là del funzionamento, elemento decisivo, l’Europa possibile deve investire su un nuovo pensiero strategico per un multilateralismo efficace, certamente da riformare ma unica prospettiva percorribile se si vuole dare una direzione sostenibile al mondo, nei futuri già presenti e al dià della dominante, e sempre più imprevedibile, legge della giungla.

 

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