Questioni di difesa (17 ottobre 2026)

L’impiego massiccio da parte della Russia di droni Shahed a propulsione jet in Ucraina spinge l’industria verso una nuova classe di intercettori ad alta velocità: per abbattere bersagli che viaggiano intorno ai 600 km/h (circa 370 mph) servono intercettori a reazione o a razzo, capaci di eguagliarne la velocità. La statunitense Powerus punta a essere tra i primi a svilupparli: il cofondatore Brett Velicovich spiega che servono velocità di 600-700 km/h, molta più automazione e ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, in una corsa industriale complicata dal costo irrisorio dei droni russi, prodotti in grandi quantità a 20.000-30.000 dollari l’uno. – Fast-flying Shahed drones spur new class of interceptors – Defense One

SpaceX’s Starshield è la divisione che sviluppa sistemi satellitari militari e di intelligence per il Pentagono, con missioni separate dal servizio broadband commerciale Starlink — anche se il confine non è netto: le comunicazioni sicure Starshield usano crittografia avanzata e terminali dedicati, ma si appoggiano alla vasta costellazione Starlink come spina dorsale. Secondo SpaceX, Starshield sfrutta la tecnologia, l’ingegneria e l’esperienza operativa di Starlink e, oltre alle comunicazioni protette, può fornire osservazione della Terra e la capacità di integrare sensori o altri payload. Il Pentagono, principale cliente, ha speso miliardi tra servizi Starlink e Starshield e ha acquistato satelliti Starshield dedicati, tra cui veicoli per comunicazioni in missioni di missile warning e una costellazione spia per il National Reconnaissance Office. Anche la Gran Bretagna ha adottato il sistema: usa la stessa costellazione, le stesse stazioni di terra e la stessa infrastruttura terrestre di Starlink, ma opera attraverso terminali dedicati e gateway di rete separati. Altri partner statunitensi stanno valutando il sistema, e la Nuova Zelanda ne sta conducendo una prova per valutarne l’utilità nelle operazioni militari. All’origine di tutto questo c’è l’Ucraina: Starlink ha dato a Kyiv un vantaggio cruciale nelle comunicazioni nella fase iniziale della guerra, cambiando il modo in cui si opera sul campo di battaglia, ma Musk ne ha limitato alcuni usi militari, portando l’attenzione su Starshield come rete più sicura pensata per missioni governative e militari. – What is Starshield, SpaceX’s military version of Starlink?

L’Arizona è il primo Stato (e la prima unità della componente della Guardia Nazionale, le forze di riserva statali) a schierare il drone Gray Eagle 25M. Secondo l’annuncio di General Atomics Aeronautical Systems, produttore dell’aereo, la Guardia dell’Arizona riceverà otto esemplari entro settembre 2027 e altri quattro entro la fine del 2029. L’M25 — la versione più recente dello storico UAS Gray Eagle, al primo volo nel dicembre 2023, quando il governo federale assegnò a General Atomics un contratto da 389 milioni di dollari per svilupparlo — serve all’obiettivo della Guardia di costituire una compagnia di droni in ciascuna delle sue otto divisioni di fanteria. – Arizona Guard first to field Gray Eagle 25M drone

Sud Corea, i laser di Hanwha abbattono tre droni in una dimostrazione dell’esercito. Nell’esercitazione TIGER+ Future Warfare Integrated Combat Exercise del 14 ottobre, il sistema laser fisso Cheongwang (Laser Air Defense Weapon Block-I) e un laser da 30 kW su veicolo hanno intercettato tre droni davanti a circa 500 presenti: una prova che segue il test del 16 settembre, quando Cheongwang aveva abbattuto quattro droni e due velivoli senza pilota più grandi. Hanwha definisce Cheongwang il primo laser operativamente schierato al mondo, con un costo per colpo di circa 1,50 dollari e nessuna munizione da ricaricare finché c’è energia; l’azienda sta sviluppando internamente un veicolo corazzato laser da 50 kW per i clienti export e punta a iniziare la produzione entro la fine del 2027, con trattative in corso in Europa, Asia e Medio Oriente. – South Korean lasers down three drones in Army demo, Hanwha says

La Bulgaria ha chiesto formalmente alla NATO di schierare aerei da combattimento e sistemi anti-drone sul proprio territorio dopo una serie di attacchi con droni al naviglio commerciale nel Mar Nero, ha annunciato venerdì il ministro della Difesa Dimitar Stoyanov. La richiesta — inviata al segretario generale della NATO e al comandante supremo alleato — segue l’affondamento di una nave mercantile al largo delle coste bulgare martedì e l’incendio di due navi davanti alla Romania; Sofia ha convocato l’ambasciatore russo e propone una moratoria sugli attacchi alle navi civili, mentre gli ambasciatori dei 32 Paesi NATO discuteranno la questione la prossima settimana. – Bulgaria seeks NATO anti-drone systems, defense minister says

Israele acquisterà 12 elicotteri d’attacco Apache AH-64E “Echo” da Boeing, con consegne previste all’inizio del prossimo decennio. L’intesa si è chiusa all’ultimo minuto: dopo mesi di stallo tra ministero della Difesa e ministero delle Finanze sui fondi, Israele aveva mancato la scadenza del 7 ottobre concessa dagli Stati Uniti, con il rischio che lo slot produttivo di Boeing andasse ad altri clienti. Washington ha poi aperto una “finestra finale” vincolata alla firma immediata, e mercoledì il governo israeliano ha approvato per telefono la copertura di bilancio — a scapito di un altro programma nazionale di lungo periodo, non militare — rendendo possibile la firma nello stesso giorno. – Israel secures procurement of 12 Apache gunships in last-minute maneuver

KBR, tramite la controllata Kord Technologies, è stata selezionata dal Pentagono per un pilota annuale che testerà su basi militari USA il sistema laser Firefly contro i droni ostili: un fascio di luce concentrato, operato con un controller da videogioco e a decisione umana, che abbatte un piccolo drone in pochi secondi. Secondo il senior director David Zoller Jr. non è però “un proiettile d’argento”: ingaggia una sola minaccia alla volta, quindi contro uno sciame servirebbero più sistemi puntati sul bersaglio più imminente. – ‘Weaponized light’: KBR’s new base defense technology pits lasers against drones

L’esercito americano sta ripensando la medicina da combattimento per un eventuale conflitto nell’Indo-Pacifico, dove le enormi distanze rendono improbabile l’evacuazione aerea di massa e impongono di prolungare le cure sul posto: il 18th Theater Medical Command sperimenta l’uso di veicoli robotici a otto ruote (SMET) per trasportare i feriti e punta su navi per l’evacuazione. – Blood supplies, autonomous systems shape US Army’s Indo-Pacific combat care plans

Il Pentagono (Dipartimento della Guerra) sta finanziando in modo massiccio i sistemi autonomi: Orqa U.S. ha vinto un contratto da 38 milioni di dollari per i droni del programma Drone Dominance Gauntlet II, XTEND AI Robotics un ordine da 40,5 milioni per 6.000 sistemi Striker, mentre Shield AI ha ottenuto una modifica da 150 milioni dalla Marina USA che porta a 400 milioni gli impegni annunciati per il suo X-BAT, caccia pilotato dall’AI con decollo e atterraggio verticale. Sul fronte dei mezzi terrestri e anti-drone, Textron Systems ha lanciato il pacchetto di controllo robotico CoreMotion per veicoli autonomi e Forterra ha mostrato il suo veicolo senza equipaggio MESA con un lanciatore a 10 celle carico di intercettori Vespid Mk 1. – Defense Physical AI Roundup: Pentagon Writing Checks for Autonomous Systems, Drones & AI-Piloted Aircraft, Plus Latest in UGV Systems

La US Navy ha ricevuto il primo C-130J-30 Super Hercules destinato a diventare E-130J Phoenix II: l’aereo è arrivato il 15 ottobre negli stabilimenti Lockheed Martin di Marietta, in Georgia, per la conversione in piattaforma di comunicazioni nucleari aviotrasportate. Il velivolo — 164.000 libbre — assolverà la missione TACAMO (“Take Charge and Move Out”), mantenendo i collegamenti tra la leadership nazionale e le forze nucleari, sottomarini balistici compresi; l’integrazione dei sistemi è affidata a Northrop Grumman e il programma riporta la Marina alla famiglia Hercules, già impiegata con l’EC-130Q dal 1963 al 1993. – US Navy turns 164,000-pound Hercules into nuclear command aircraft

Dopo quasi 250 anni, l’Accademia di West Point e tre studiosi della Fondazione polacca per la Virtualizzazione del Patrimonio Culturale Nazionale hanno digitalizzato con scansioni 3D, fotografia aerea e laser i luoghi e i cimeli legati a Tadeusz Kościuszko, l’ingegnere militare polacco che tra il 1778 e il 1780 fortificò la postazione sull’Hudson contro gli inglesi. Nel corso di due settimane di lavoro (14-29 settembre), il team — Piotr Bialobrzycki, Damian Kuc e Jerzy Pajo — ha rilevato otto siti storici, oltre a cannoni, lapidi, elementi del monumento a Kościuszko, la “Great Chain” e la spada del generale conservata al museo dell’accademia, creando un archivio digitale che servirà da riferimento per la conservazione futura e permetterà di esplorare virtualmente il patrimonio lasciato dall’eroe polacco in America. – Team digitally traces Polish Revolutionary War hero’s West Point contributions

A cura di The Global Eye e SIOI

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