UE e Canada insieme per una indipendenza più forte

Oggi l’UE segna per sè nuovi confini. Ursula von der Leyen, nel suo disorso sullo status dell’Unione, apre le porte al Canada con una formula ‘su misura’ di ‘membro associato’, i cui contorni sono ancora tutti da scrivere e definire, dal momento che non esistono precedenti in tal senso.

Bruxelles e Ottawa, qualcuno già scrive, ridisegnano l’ Alleanza Atlantica. La presidente della Commissione Europea ha dichiarato al Primo Ministro canadese, Mark Carney, di voler aprire la strada affinché il suo Paese diventi il ​​primo membro associato dell’UE.

La tempistica è importante perchè l’annuncio giunge in un momento in cui i dazi di Trump e le ripetute ipotesi di trasformare il Canada nel 51° Stato americano hanno spinto Ottawa a cercare legami economici e di sicurezza più stretti con l’Europa. Carney ha auspicato un’ ‘alleanza unica’ con l’UE, nel tentativo del Canada di ridurre la propria forte dipendenza dagli scambi commerciali con gli Stati Uniti.

‘Vorrei lavorare con Lei per aprire la porta al Canada affinché diventi il ​​primo membro associato dell’UE”, ha detto von der Leyen a Carney durante il suo discorso annuale e Carney ha ricevuto una standing ovation da parte dei parlamentari europei. Come atto immediatamente successivo a quanto detto, è previsto che Carney intervenga al Parlamento europeo giovedì.

Von der Leyen ha affermato che il Canada e l’UE valorizzeranno l’accordo di libero scambio già esistente, noto come CETA, attraverso una più ampia ‘alleanza per il futuro’ volta a creare ‘uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica’. Dalla fine di agosto, il governo canadese spinge perché l’UE costruisca con il Paese un rapporto più stretto, anche se l’adesione piena all’UE non è una opzione perché il Canada non è uno Stato europeo.

Nasce comunque un’architettura nuova e ora si dovrà procedere per renderla reale.

Alla vigilia del discorso, un sondaggio condotto da Abacus Data registra che il 49% dei canadesi è favorevole all’adesione all’UE, il 30% contrario e il 21% indeciso.

Marzia Giglioli

 

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