USA-Cina, anche i messaggi privati entrano nel perimetro della sicurezza nazionale

Gli Stati Uniti hanno aggiornato l’avviso di viaggio per la Cina, richiamando esplicitamente i rischi legati alla sorveglianza delle comunicazioni elettroniche. Pur mantenendo la Cina continentale al livello 2, “Exercise Increased Caution”, il Dipartimento di Stato invita i cittadini statunitensi a presumere che email, messaggi, attività sui social media e comunicazioni effettuate attraverso applicazioni cinesi possano essere lette dalle autorità di sicurezza.

Secondo l’avviso, contenuti privati critici verso i governi di Cina, Hong Kong o Macao, oppure verso il Partito Comunista, potrebbero determinare detenzione o espulsione. Il rischio riguarderebbe anche messaggi inviati fuori dal territorio cinese e comunicazioni effettuate tramite applicazioni cinesi mentre l’utente si trova all’estero.

Sicurezza nazionale e discrezionalità legale

Washington richiama l’attenzione sull’ampiezza delle leggi cinesi in materia di sicurezza nazionale, controspionaggio e protezione dei dati. Tali norme attribuirebbero alle autorità un considerevole margine di discrezionalità nell’interrogare o trattenere cittadini stranieri.

La revisione del Counterespionage Law del 2023 ha esteso la nozione di spionaggio ad alcune attività riguardanti documenti, dati, materiali e altri elementi collegati alla sicurezza e agli interessi nazionali. La legge comprende inoltre determinate operazioni informatiche contro istituzioni statali, unità riservate e infrastrutture critiche dell’informazione.

Il quadro normativo dichiara di dover rispettare i diritti umani e gli interessi legittimi di persone e organizzazioni, ma la definizione estesa delle minacce può rendere meno prevedibile il confine tra attività ordinaria e condotta considerata rilevante per la sicurezza.

Ricerca, giornalismo e attività economiche

Particolarmente esposti risultano imprenditori, accademici, giornalisti ed ex funzionari pubblici. Anche attività di ricerca ordinaria o la gestione di informazioni pubblicamente e commercialmente disponibili potrebbero attirare l’attenzione delle autorità.

Questa incertezza produce un effetto che va oltre il rischio individuale. Università, imprese e organizzazioni straniere possono ridurre viaggi, collaborazioni e raccolta di informazioni per evitare conseguenze legali difficili da prevedere. Ne deriva una contrazione dello spazio per la conoscenza indipendente della Cina proprio mentre aumenta l’esigenza internazionale di comprenderne economia, tecnologia e processi decisionali.

Il rischio dei divieti di espatrio

L’avviso ribadisce anche la possibilità di essere sottoposti a un exit ban. Le persone interessate potrebbero scoprire la restrizione soltanto al momento di lasciare il Paese, senza disporre di un procedimento giudiziario trasparente per contestarla.

Questi divieti possono essere impiegati nel contesto di indagini, controversie commerciali o pressioni su familiari e organizzazioni. La loro imprevedibilità aumenta il rischio per professionisti e cittadini con legami economici o personali in Cina.

La dimensione extraterritoriale

Il punto più significativo riguarda la possibile rilevanza in Cina di comunicazioni prodotte all’estero. Il Data Security Law prevede infatti conseguenze per attività di trattamento dei dati svolte fuori dal Paese quando siano considerate dannose per la sicurezza nazionale, l’interesse pubblico o i diritti di cittadini e organizzazioni cinesi.

Questa impostazione estende il raggio della sovranità digitale oltre il territorio fisico. Un contenuto pubblicato in un’altra giurisdizione può diventare rilevante quando il suo autore entra in Cina o interagisce con piattaforme, persone e infrastrutture sottoposte alla legislazione cinese.

La prospettiva geostrategica

L’aggiornamento statunitense mostra come la competizione tra Washington e Pechino coinvolga ormai anche dati personali, comunicazioni private e mobilità internazionale. Il dispositivo digitale del viaggiatore diventa un punto d’intersezione tra libertà di espressione, sicurezza nazionale e giurisdizioni concorrenti.

Dal punto di vista cinese, l’estensione dei poteri investigativi risponde all’obiettivo di contrastare spionaggio, interferenze e minacce alle infrastrutture critiche. Dal punto di vista statunitense, la vaghezza delle categorie legali consente invece una sorveglianza invasiva e un’applicazione arbitraria delle norme.

La conseguenza è un’ulteriore frammentazione dello spazio digitale globale. Persone e organizzazioni non sono più soggette soltanto alle leggi del luogo in cui comunicano: possono subire gli effetti di ordinamenti che rivendicano autorità sui dati in base al loro contenuto, alla piattaforma utilizzata o alle conseguenze attribuite al messaggio.

La frontiera della competizione sino-americana non passa quindi soltanto attraverso semiconduttori, reti e piattaforme, ma anche attraverso la definizione di ciò che uno Stato può conoscere, controllare e sanzionare nelle comunicazioni transnazionali.

Fonte: Digital Watch Observatory

The Global Eye è in partnership con SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale

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