(Marzia Giglioli)
L’immigrazione scuote di nuovo i tavoli dell’UE. Mentre a Ceuta si cerca un ritorno alla normalità con tanti immigrati che ancora dormono sulle spiagge in attesa del rimpatrio, rimarrà comunque nella memoria il video del dodicenne che implora i poliziotti spagnoli di non rimandarlo in Marocco. Una voce di bambino che nessuno vuol sentire. L’immigrazione ha bisogno di regole e i leader europei devono rispondere . E da giugno c’e’ anche il nuovo Patto su migrazione e asilo che va attuato con i rientri dei ‘dublinanti’ che devono essere operativi. Dopo gli attriti tra Italia e Spagna dopo l’ assalto di immigrati a Ceuta, arriva ora la Germania con un altro contenzioso e che riguarda l’Italia.
La crisi di Ceuta ha riaperto il vaso di Pandora sull’ immigrazione. Dopo le tante dichiarazioni su un lavoro comune e condiviso tra i paesi UE, ora il tono cambia, è più aspro e gli effetti sono imprevedibili. E per l’Italia, la partita si complica nettamente. Perché nel nuovo Patto sulla migrazione entrato in vigore lo scorso 12 giugno non si parla solo di frontiere esterne e hub nei Paesi terzi. Viene disciplinata, in maniera più rigorosa, la questione dei movimenti secondari, tradizionale punto d’attrito tra l’Italia e i Paesi di secondo approdo, come Germania, Austria e Francia.
Ora si incroceranno i dati e le interpretazioni su chi rispetta o no il Patto, chi è da considerarsi adempiente, chi lo è meno. Sul banco degli imputati ovviamente i Paesi più esposti: Grecia, Italia, Spagna, Cipro. Arrivano anche le prime pagelle con i voti da parte della Commissione (in luglio), diventerà sempre più questione di cifre, di accuse reciproche, non sarà un bel divenire. L’attenzione di Bruxelles resta alta, è già un’estate rovente, come se non bastasse Ceuta.
L’ immigrazione diventa di nuovo una partita a scacchi e ogni mossa può essere pericolosa e deflagrante. In Germania, Merz sceglie di nuovo il pugno duro sui migranti, nel tentativo di riprendere il consenso alla vigilia di test elettorali, avendo di fronte l’avanzata dell’ultra-destra di Alternative für Deutschland. E il 6 settembre si vota nel land della Sassonia-Anhalt. Secondo i sondaggi Afd è al 42% e la Cdu al 21. Il cancelliere avrebbe così deciso di intervenire su un tema, quello dell’ immigrazione, molto cavalcato per aggiudicarsi l’elettorato più a destra. L’ultima mossa di Berlino sembra davvero essere concomitante rispetto alle date elettorali. Ma in tema di immigrazione, se tra Spagna e Italia si vede una schiarita, ora con la Germania la questione si complica.



