(Redazione/ME)
(fonte: Al Arabiya/The Associated Press) Giovedì mattina, la difesa aerea giordana ha abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Petra, poche ore dopo che l’esercito statunitense aveva annunciato di aver completato “una pesante ondata di attacchi contro l’Iran” in risposta a un precedente attacco missilistico iraniano contro una base americana in Giordania. Non si sono registrate vittime a seguito dell’intercettazione dei missili da parte della Giordania, ha dichiarato l’agenzia di stampa citando il portavoce delle forze armate del Paese. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha affermato in un post sui social media che per oltre due ore gli Stati Uniti hanno colpito “decine” di obiettivi appartenenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniane, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, nonché siti di sorveglianza e difesa costiera. I nuovi attacchi sono avvenuti poche ore dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva promesso di colpire l’Iran “duramente” per l’attacco a una base in Giordania che ospita truppe statunitensi. I media statali iraniani hanno riferito che due persone sono rimaste ferite negli attacchi all’isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz e che sono state segnalate esplosioni anche nella provincia del Khuzestan, a nord-ovest. L’ultimo attacco è giunto dopo che le forze statunitensi e saudite hanno colpito le milizie sostenute dall’Iran nel vicino Iraq. In un altro episodio, attacchi di droni hanno provocato incendi su due navi cisterna per il trasporto di gas naturale nel porto egiziano di Damietta, secondo quanto riportato dalla società britannica di sicurezza marittima Ambrey. Non è stato immediatamente chiaro chi fosse responsabile degli attacchi a una piattaforma galleggiante di stoccaggio di proprietà statunitense e a una petroliera di proprietà greca. Non sono stati segnalati feriti. Le recrudescenze su più fronti, dopo diversi giorni di relativa calma, hanno aumentato il rischio di un ritorno a una guerra totale. Hanno inoltre sottolineato la difficoltà di porre fine a un conflitto che dura da cinque mesi, che ha scosso l’economia mondiale ed è impopolare tra gli americani. Gli scontri rischiano anche di alimentare le preoccupazioni che gli Stati Uniti stiano ulteriormente riducendo le già scarse scorte di munizioni sofisticate necessarie per difendere le proprie basi e i propri alleati.
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