(Marzia Giglioli)
Al via quella che Bruxelles chiama già la ‘rivoluzione della semplificazione’ in relazione all’intelligenza artificiale per garantire un quadro normativo chiaro e più semplice per le imprese, per stabilire maggiori tutele e per garantire maggiore competitività. Oggi il Consiglio dell’UE ha dato il via libera definitivo a un nuovo regolamento. La nuova legge rientra nel cosiddetto pacchetto legislativo “Omnibus VII” dell’agenda di semplificazione dell’UE.
Significa, secondo i legislatori, un passo decisivo verso una Unione Europea più competitiva che offrirà maggiore certezza giuridica per un’attuazione più armonizzata delle norme sull’IA in tutta l’UE. Vengono inoltre stabiliti limiti e più tutele, vietando i deepfake sessuali generati o manipolati dall’IA (compreso materiale pedopornografico generato dall’IA). Nel comunicato ufficiale si fa riferimento esplicito al fatto che “il progresso tecnologico deve sempre andare di pari passo con la tutela dei nostri valori fondamentali”: come ribadisce Marilena Raouna, Vice Ministro per gli Affari Europei della Repubblica di Cipro, il pacchetto comprende proposte per due regolamenti volti a semplificare il quadro legislativo digitale dell’UE e attuare norme armonizzate sull’intelligenza artificiale.
In realtà le disposizioni sui sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio sarebbero dovute entrare in vigore il 2 agosto 2026, ma i co-legislatori hanno concordato nuove date di applicazione: il 2 dicembre 2027 per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio autonomi e il 2 agosto 2028 per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio integrati nei prodotti.
La nuova legge introduce inoltre una nuova disposizione nella normativa sull’intelligenza artificiale, vietando le pratiche di IA relative alla generazione di contenuti sessuali e intimi non consensuali o di materiale pedopornografico. I sistemi di IA che generano immagini di nudo di persone reali o che modificano le foto esistenti per rivelare parti intime saranno vietati a partire da dicembre di quest’anno.
Il nuovo regolamento posticipa al 2 agosto 2027 la scadenza per l’istituzione di sandbox normative sull’IA da parte delle autorità competenti a livello nazionale e riduce da 6 a 3 mesi il periodo di grazia concesso ai fornitori per implementare soluzioni di trasparenza per i contenuti generati artificialmente, con la nuova scadenza fissata al 2 dicembre 2026.
Il testo chiarisce inoltre le competenze dell’Ufficio per l’IA in materia di supervisione dei sistemi basati su modelli di IA generici, laddove il modello e il sistema siano sviluppati dallo stesso fornitore, elencando le eccezioni in cui restano competenti le autorità nazionali, tra cui le forze dell’ordine, la gestione delle frontiere, le autorità giudiziarie e gli istituti finanziari.
Per quanto riguarda l’ interazione tra le normative sull’IA e la legislazione settoriale in settori quali dispositivi medici, giocattoli, ascensori e imbarcazioni, la nuova legge prevede un meccanismo che consente di risolvere le situazioni in cui la legislazione settoriale presenta requisiti specifici sull’IA simili a quelli della legge sull’IA, limitando l’applicazione di quest’ultima in tali casi specifici mediante atti attuativi.
Il regolamento introduce inoltre un nuovo obbligo per la Commissione, ovvero quello di fornire orientamenti per aiutare gli operatori economici di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, soggetti alla legislazione di armonizzazione settoriale, a conformarsi ai requisiti di alto rischio previsti dalla legge sull’IA in modo da ridurre al minimo gli oneri di conformità.
Si materialjzza così una normativa che ha cominciato a fare i primi passi nel 2024, quando il Consiglio europeo invitò tutte le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e le parti interessate a dare priorità al tema dopo le relazioni di Enrico Letta e di Mario Draghi (‘Il futuro della competitività europea’) a cui segui la dichiarazione di Budapest che chiedeva appunto una rivoluzione normativa.
Dal febbraio 2025, a seguito dell’appello lanciato dai leader dell’UE, la Commissione ha presentato dieci pacchetti “omnibus” volti a semplificare la legislazione e da oggi le norme segnano il nuovo percorso.



