Fonti: Al Arabiya; Atlantic Council; Defense One; Lowy The Interpreter; Politico; Security Affairs; The Jamestown Foundation; The Soufan Center
Libano
Oltre la metà della popolazione libanese dipende dagli aiuti umanitari, ha dichiarato venerdì un funzionario dell’Unione Europea, mentre Israele continua i suoi attacchi contro il Paese – nonostante il cessate il fuoco – nella guerra, durata due mesi, contro Hezbollah. “Attualmente, più di tre milioni di persone, ovvero più della metà della popolazione qui in Libano, dipendono dagli aiuti umanitari per sopravvivere”, ha detto ai giornalisti Hadja Lahbib, responsabile della gestione delle crisi dell’UE, dopo l’incontro con il presidente libanese Joseph Aoun a Beirut. – More than half of Lebanon population depends on aid: EU official
Hezbollah in Siria
Il Ministero dell’Interno siriano ha annunciato di avere sventato una nuova serie di complotti di Hezbollah per assassinare figure di alto livello, attacchi contro personalità appartenenti a minoranze e obiettivi civili, e trasferimenti di armi, sostenendo che il gruppo e attori appoggiati dall’Iran stiano cercando di minare la sicurezza locale in tutto il paese. La natura dei presunti raid e attacchi pianificati dalla rete di Hezbollah si è evoluta significativamente dalla caduta del regime di Assad nel dicembre 2024, passando da scontri di confine a reti coordinate operanti all’interno del paese. I complotti annunciati pongono il tema della capacità di Hezbollah di condurre operazioni in profondità nel territorio siriano, data la sua posizione indebolita in Libano a causa dei continui attacchi israeliani. Hezbollah ha negato qualsiasi presenza diretta in Siria, dopo la caduta del regime di Assad, e ha insinuato che le intercettazioni annunciate rappresentino un tentativo del governo siriano di fomentare un conflitto tra Libano e Siria. – Syria’s New Administration Foils Several Hezbollah Attacks – The Soufan Center
Rapporti commerciali tra USA ed Europa
Il presidente Donald Trump ha fissato un termine di due mesi per l’Unione Europea per attuare un accordo commerciale con gli Stati Uniti, prima di aumentare i dazi a “livelli molto più alti”. Trump ha ribadito la sua minaccia di imporre dazi più elevati all’UE in un post sui social media giovedì, mentre continua a spingere i leader europei ad attuare i termini dell’accordo commerciale raggiunto in Scozia lo scorso anno. Il presidente ha affermato di aver comunicato la scadenza del 4 luglio durante una telefonata con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. “Ho accettato di darle tempo fino al 250° compleanno del nostro Paese o, purtroppo, i loro dazi aumenteranno immediatamente a livelli molto più alti”, ha detto Trump. – Trump sets two-month deadline for EU to enact trade deal – POLITICO
USA e la sicurezza delle elezioni di mid-term
Il vicepresidente della Commissione Intelligence del Senato, Mark Warner, democratico della Virginia, chiede spiegazioni al Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) in merito a quello che definisce un netto calo del supporto federale alla sicurezza elettorale in vista delle elezioni di metà mandato del 2026, avvertendo che i tagli alla Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) potrebbero esporre maggiormente gli Stati alle minacce informatiche e alle interferenze straniere. In una lettera inviata mercoledì al Segretario del DHS, Markwayne Mullin, Warner ha affermato che funzionari statali e locali hanno segnalato che la CISA non fornisce più lo stesso livello di formazione sulla sicurezza elettorale, di condivisione di informazioni e di assistenza in materia di sicurezza informatica offerto nei precedenti cicli elettorali. La lettera si aggiunge alle crescenti critiche sulla gestione della CISA da parte dell’amministrazione Trump e sulla sua missione di sicurezza elettorale. – CISA’s sharp reductions in election-security assistance could leave midterms vulnerable, senator says – Defense One
Il ruolo di Marco Rubio
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio si è recato a Roma, con l’obiettivo di ricucire i rapporti sia con il Papa che con il governo italiano dopo le divergenze con il Presidente Donald Trump sulla guerra in Iran. Si tratta di una missione utile per un Segretario di Stato. Tuttavia, solleva una questione fondamentale: perché Rubio non è alla guida degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra in Iran, risolvere la situazione di stallo tra Israele e i suoi vicini, trovare una soluzione al conflitto in Ucraina o instaurare un rapporto più stabile con la Cina – per citare solo alcune delle questioni chiave che altri funzionari statunitensi stanno gestendo al suo posto? Allo stesso modo, sarebbe importante avere riscontro di un processo decisionale ben strutturato che offra al Presidente diverse opzioni, ne illustri costi e benefici e fornisca strategie coerenti per la loro attuazione – tutte responsabilità che normalmente ricadono sul Consigliere per la Sicurezza Nazionale, l’altro ruolo che Rubio ricopre attualmente. In effetti, poche persone sono state in una posizione migliore per dominare la politica estera e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti di chi attualmente ricopre entrambi i ruoli. Eppure, ciò che si nota è il ruolo sempre più marginale che Rubio sembra ricoprire. – The ever-diminishing role of Marco Rubio – POLITICO
Kiev e le minoranze non russe all’interno della Federazione Russa
Gli sforzi di Kiev per sviluppare alleanze con le minoranze non russe all’interno della Federazione Russa non hanno attirato la stessa attenzione dell’uso dei droni contro l’invasore. Si stanno tuttavia rivelando importanti e Kiev sembra ora intenzionata ad ampliarli. Da quando il presidente russo Vladimir Putin ha annesso la Crimea ucraina nel 2014 e soprattutto dopo aver lanciato l’invasione su vasta scala nel 2022, i funzionari di Kiev hanno contattato gruppi non russi all’interno della Russia, offrendo sostegno alle loro aspirazioni e un rifugio sicuro per gli attivisti etnici. Ora, l’Ucraina ha istituito una nuova struttura per intensificare questo sforzo nella speranza di utilizzare tale cooperazione con i non russi per costringere Mosca a negoziare. – Kyiv to Expand Its Outreach to National Minorities within Russia – Jamestown
Georgia e USA
Sembra che la Georgia stia cercando di “riavviare” le sue relazioni con Washington. I nuovi piani per la costruzione, da parte di partner georgiani, di una “Trump Tower” a Tbilisi, con il marchio della Trump Organization, sono considerati parte degli sforzi di Sogno Georgiano per segnalare un miglioramento dei rapporti con l’amministrazione americana. Sogno Georgiano sottolinea i contatti diplomatici con funzionari statunitensi, tra cui una telefonata del 30 marzo tra il Segretario di Stato Marco Rubio e il Primo Ministro Irakli Kobakhidze, come segnali di un “riavvio” delle relazioni, nonostante altri incontri annunciati siano stati rinviati o non si siano concretizzati. – Georgian Dream Sends Mixed Messages Amid Push for U.S. Diplomatic ‘Reset’ – Jamestown
Controllo sulla rotta del narcotraffico del Pacifico
Nel traffico globale di stupefacenti, le reti criminali transnazionali stanno consolidando il loro controllo sulla rotta del narcotraffico del Pacifico. La tecnologia consente a queste reti di adattarsi e perfezionare le tattiche per eludere i controlli nella regione, dando vita a un sistema di traffico distribuito e resiliente. Il ripetuto ritrovamento di “narco-sottomarini” nelle acque del Pacifico è un esempio di questa evoluzione. Negli ultimi due anni, questi mezzi semisommergibili sono stati scoperti nelle Isole Salomone, a Tonga e nelle Fiji: un cambiamento nelle capacità di impiego di tali imbarcazioni, un tempo limitate alle rotte della cocaina nel Pacifico orientale. L’utilizzo di questi mezzi per il contrabbando di droga verso l’Australia e la Nuova Zelanda, lungo una rotta di oltre 6.500 chilometri, rappresenta una sfida per le nazioni insulari del Pacifico, dove la copertura di sorveglianza è discontinua e la capacità di intercettazione rimane limitata. – Technology is making the Pacific’s drug highway harder to detect | Lowy Institute
I popoli indigeni e la costruzione della pace
Oltre 150 leader indigeni provenienti da tutto il mondo si sono riuniti la scorsa settimana al Thomas Berry Place di New York per il secondo Global Summit on Indigenous Peacebuilding, in concomitanza con la riunione annuale del Permanent Forum on Indigenous Issues delle Nazioni Unite. Due anni prima, il primo Vertice si era tenuto presso lo United States Institute of Peace di Washington, che di fatto è stato smantellato e rinominato in onore del Presidente Donald Trump nel 2025. Il Vertice del 2026 si è svolto senza il supporto istituzionale, ma è cresciuto in numero, portata e ambizione, delineando un’architettura pratica per la costruzione della pace ‘indigena’ a livello globale. – Indigenous peacebuilders have a different answer to Carney’s rupture | Lowy Institute
Guerra in Iran e l’attività umanitaria globale
Nonostante l’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, il sistema degli aiuti umanitari a livello globale ha trovato ben poco sollievo, se non addirittura nessuno, poiché le perturbazioni scatenate dalla recente escalation intorno allo Stretto di Hormuz continuano a ripercuotersi sui sistemi di distribuzione degli aiuti, sulle catene di approvvigionamento e sui già fragili scenari umanitari. Il più grande centro logistico umanitario al mondo, l’International Humanitarian City di Dubai, che serve organizzazioni delle Nazioni Unite, organizzazioni non profit e non governative, è stato gravemente compromesso. Il settore più colpito da queste perturbazioni è quello alimentare e agricolo, con l’Africa e l’Asia tra le regioni più preoccupate, in quanto dipendono maggiormente da catene di approvvigionamento marittime stabili. La guerra ha esacerbato la crisi di finanziamento che molte organizzazioni umanitarie si trovano ad affrontare a seguito dei tagli ai finanziamenti da parte degli Stati Uniti e di altre nazioni ricche nel corso dell’ultimo anno. – The Global Humanitarian Fallout of the U.S.-Iran War – The Soufan Center
Intelligenza artificiale e mercato del lavoro
Affinché i leader aziendali possano trarre vantaggio dalla trasformazione indotta dall’intelligenza artificiale e ottenere un ritorno sull’investimento per l’implementazione dell’IA, sarà essenziale dare priorità ai lavoratori e guadagnarsi la loro fiducia. Il panorama occupazionale è destinato a cambiare in modo significativo. Secondo il rapporto “Future of Jobs” del WEF del 2025, entro il 2030 si registrerà un aumento netto dell’occupazione, con la creazione di 170 milioni di posti di lavoro, mentre 92 milioni saranno eliminati. Sebbene si preveda che questa crescita occupazionale si concentrerà nei settori della logistica, del software/tecnologia e della sanità, una serie di lavori basati principalmente su funzioni di routine rischiano di scomparire. Per i leader aziendali che pensano alla sostenibilità delle proprie organizzazioni, questa trasformazione del mercato del lavoro dovrebbe essere tenuta in grande considerazione. Sicurezza del lavoro, dignità e crescita professionale sono le priorità della maggior parte dei lavoratori. – To realize returns on their AI investments, corporations must consider their workers – Atlantic Council
Questioni di difesa
Maggio 2026 segna una svolta nell’evoluzione della guerra moderna: la convergenza di intelligenza artificiale, cybersicurezza e potenza militare convenzionale non è più teorica. Sta diventando una realtà operativa. Il Pentagono ha firmato accordi con importanti aziende tecnologiche, tra cui OpenAI, Google, Microsoft, Amazon e SpaceX, per integrare modelli di IA avanzati in reti militari classificate. L’obiettivo dichiarato è chiaro: trasformare gli Stati Uniti in una forza militare “AI-first”, capace di mantenere la superiorità decisionale in ogni ambito del campo di battaglia. In base a questa strategia, l’IA non è più considerata uno strumento di laboratorio o un assistente analitico. Si sta integrando direttamente nella catena di comando militare, nell’analisi dell’intelligence, nella logistica, nell’individuazione degli obiettivi e nella pianificazione operativa. Oltre 1,3 milioni di dipendenti del Dipartimento della Difesa utilizzano già la piattaforma GenAI.mil, riducendo a pochi giorni processi che un tempo richiedevano mesi. – AI, Cyberwarfare, and Autonomous Weapons: Inside America’s New Military Strategy
Per soddisfare la crescente domanda del Pentagono di capacità orbitali, la US Space Force è alla ricerca di più siti di lancio, più fondi, più personale e più intelligenza artificiale. “Nel 2025, la Space Force ha registrato un drastico aumento dei requisiti di missione in ambito di accesso allo spazio, operazioni di missione globali e controllo dello spazio. Questa tendenza non mostra segni di rallentamento”, ha dichiarato la scorsa settimana il generale Chance Saltzman, il più alto comandante in uniforme della Space Force, ai membri della Camera dei Rappresentanti. “La Space Force che abbiamo oggi non è la Space Force di cui avremo bisogno in futuro”. – With launches slated to grow a hundredfold, Space Force seeks more sites, money, people, and AI – Defense One
Secondo un documento pubblicato dal Kiel Institute for the World Economy, la sovranità europea in materia di difesa e sicurezza richiederebbe un investimento di circa 50 miliardi di euro (59 miliardi di dollari) all’anno per il prossimo decennio. Il documento individua dieci aree chiave in cui l’Europa presenta lacune strategiche, tra cui comando e controllo, sistemi autonomi e capacità di attacco in profondità. – Europe defense autonomy is in reach at €50 billion a year: German experts
Riflessioni:
Trump e Lula, non conviene essere nemici. Al via le relazioni bilaterali di Maria Eva Pedrerol
SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale – Un’idea del futuro per migliorare il presente
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