(Maria Eva Pedrerol)
Dopo mesi di tensioni, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è volato a Washington per rilanciare i rapporti con il presidente Donald Trump. I due leader, agli antipodi a livello ideologico, hanno cercato di appianare le divergenze e voltare pagina per far ripartire i rapporti fra le due più importanti potenze economiche del continente americano.
Trump ha ricevuto Lula all’ingresso della residenza presidenziale e poi si sono chiusi nello studio ovale per il primo vertice bilaterale dopo tante accuse reciproche. In realtà, l’incontro avrebbe dovuto svolgersi a marzo, ma lo scoppio della guerra in Iran ha cambiato i programmi. Lula, accompagnato da un nutrito gruppo di ministri e funzionari, ha cercato di ricucire i rapporti con Trump. Dopo il colloquio, i due presidenti, che non sono apparsi insieme davanti ai giornalisti, si sono mostrati ottimisti. La delegazione brasiliana ha preferito comunque un tono basso per evitare di incrinare il difficile equilibrio raggiunto tra i due leader.
Dalla Casa Bianca si rende noto: “Abbiamo discusso su molti temi, inclusi il commercio e, specificatamente, i dazi”, ha affermato Trump su Truth. “L’incontro – ha sottolineato il presidente Usa – è andato molto bene. I nostri rappresentanti hanno in programma di riunirsi per discutere su alcuni elementi chiave e verranno programmate riunioni addizionali nei prossimi mesi”. A sua volta Lula, parlando con i giornalisti presso l’ambasciata brasiliana, ha detto che l’ incontro con Trump è stato “un passo importante per consolidare i rapporti”. Il presidente brasiliano ha sottolineato la sua volontà a raggiungere risultati che siano a beneficio per entrambi le parti, sia per quanto riguarda le terre rare che la lotta alla criminalità organizzata.
Uno dei temi più delicati per entrambi i Paesi riguarda, infatti, la lotta al narcotraffico. Il Governo di Lula vede come fumo negli occhi la possibilità che Washington includa i gruppi brasiliani del narcotraffico nella lista di organizzazioni terroristiche, come già successo con i cartelli messicani e colombiani. Sta di fatto che, dopo aver attraversato una delle crisi peggiori nella storia delle relazioni bilaterali, Trump e Lula hanno deciso di riaprire il dialogo. L’aria è cambiata.
A luglio dello scorso anno, Trump aveva imposto dazi pesanti al Paese latinoamericano con il chiaro tentativo di obbligare il Brasile a ritirare le accuse contro l’ex presidente di ultradestra Jair Bolsonaro per il tentato colpo di Stato, poi la condanna ed il carcere. Per Lula si è trattato di “una interferenza inaccettabile” e il gelo tra Washington e Brasilia sembrava incancellabile. A seguire, il vertice in Malesia lo scorso ottobre ha costituito l’occasione per un incontro fra i due. Poco dopo gli Usa hanno ritirato i dazi su molti prodotti chiave per il Brasile. Sembrava disgelo, ma poi i rapporti si sono incrinanti ancora una volta perché Lula si è dimostrato uno dei leader che più ha criticato Trump per il Venezuela, Cuba e l’ Iran, in nome del diritto internazionale.
Ma, nonostante le divergenze, ora Trump e Lula hanno deciso di incontrarsi nell’intento comune che sia più importante appianare i contrasti piuttosto che aprire nuovi fronti di scontro. Per entrambi e’ importante ottenere un buon risultato in vista di un autunno pieno di incognite: per Donald Trump ci sono le difficili elezioni di Mid-term. La posta è più alta per Lula perché a ottobre si terranno le elezioni presidenziali in Brasile. L’attuale presidente, che aspira a un quarto mandato, parte favorito ma nei sondaggi il suo principale rivale, Flavio Bolsonaro (figlio dell’ex presidente), sta accorciando le distanze.



