(Maria Eva Pedrerol)
Il presidente Trump inasprisce ulteriormente le sanzioni contro Cuba e lancia nuove minacce. Il 1 Maggio, un ordine esecutivo dell’amministrazione Usa ha imposto nuove misure rivolte stavolta contro qualsiasi persona “straniera o statunitense” che lavori in settori vitali che permettano all’isola caraibica di ottenere introiti.
Per il capo della Casa Bianca, Cuba “continua a rappresentare una minaccia straordinaria” per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Le nuove sanzioni vanno molto oltre quelle applicate finora. Le misure, con effetto immediato, riguardano sia le banche straniere sia singole persone che lavorino con il governo cubano nei principali settori dell’economia, come energia, minerali, servizi finanziari e difesa. In definitiva, chi, persona o società che faccia affari con il regime cubano, vedrà bloccati i suoi averi negli Stati Uniti.
Netta la risposta di L’Avana. Si tratta di sanzioni “illegali e abusive”. Il ministro di Affari Esteri Bruno Rodríguez non ha dubbi sul fatto che le nuove mosse di Washington siano una risposta anche alle recenti “risposte popolari” dei cubani “alla sfilata di più di mezzo milione di cubani a L’Avana in occasione del 1 Maggio che ha visto alla testa del corteo le principali autorità della nazione, tra cui il generale dell’Esercito Raúl Castro e il presidente Miguel Díaz-Canel. Per Rodríguez, c’ è anche da parte americana una reazione “alla firma di sei milioni di cubane e cubani in difesa della Patria minacciata militarmente”, un documento dal titolo “La mia firma per la Patria” che, secondo i leader cubani, conferma “la vocazione di pace di questa nazione caraibica e la volontà di difendere il suo diritto alla sovranità”.
Dopo aver raddoppiato le sanzioni, il presidente Usa continua ad alzare i toni e in Florida ha detto che “prenderà Cuba quasi immediatamente”.
“Quando ritorneremo dall’Iran, forse faremo sbarcare sull’isola la portaerei SS Lincoln sbarchi e allora si arrenderanno”. Precisando che ciò non avverrà prima della vittoria in Iran e di un accordo che metta la parola fine alla guerra. “Finiremo prima questa guerra, mi piace concludere i lavori”. Per l”isola caraibica è solo questione di tempo.



