(David Haznedari)
Per sondare l’attuale conflitto tra Stati Uniti e Iran, è necessario guardare oltre la dinamica cinetica e osservare come è mutato il linguaggio. La dialettica di governo narra di una vera e propria guerra profetica. L’avversario non è più un nemico con idee diverse, ma l’incarnazione del male. (1)
Il costrutto ideologico che giustifica questa guerra poggia su un pilastro religioso: il Dispensazionalismo. (2) Promotore della “Teoria della parentesi” per cui l’era cristiana attuale è considerata solo un interludio destinato a concludersi bruscamente con il “Rapimento” (Rapture) dei fedeli. A questo seguirà un periodo di estrema tribolazione e una sanguinosa guerra globale con epicentro in Medio Oriente. Attraverso questa interpretazione letterale della profezia biblica di Ezechiele 38, l’Iran viene trasfigurato. Non è più considerato un attore geopolitico razionale con cui è possibile trattare, ma diventa un’entità metafisica assoluta, la personificazione delle tenebre. Questa dottrina annulla ogni spazio per il dialogo e l’escalation militare viene inquadrata pubblicamente come un acceleratore necessario della parusia, ovvero il ritorno di Cristo sulla Terra.
La conversione di questa temeraria teologia in un’azione di governo reale è stata orchestrata in modo mirato da specifici ideologi di partito. Russell Vought e Stephen Miller hanno fornito il telaio amministrativo, attraverso il cosiddetto “Project 2025”, per infondere i principi del Nazionalismo Cristiano direttamente nel governo federale. Il primo è Direttore dell’Office of Management and Budget (OMB), sanzionato in sede civile per aver illegalmente occultato fondi pubblici (3) – (4), mentre Miller è a capo di America First Legal (AFL), costretto a liquidare 250.000 dollari in azioni di Palantir (azienda con contratti milionari con l’ICE) proprio mentre formulava le politiche sui rimpatri (5) – (6).
Lo statalismo evangelico è infine arrivato al Pentagono tramite il Segretario della Difesa Pete Hegseth, il quale ha eroso in modo sistematico la laicità delle forze armate. Nel sempreverde Department of War ha infatti epurato la cappellania militare e ha sovrapposto un’iconografia esplicitamente crociata alle direttive del conflitto armato, avvalendosi financo di Pulp Fiction per l’apocalittica missione. (7)
Parallelamente alle azioni del governo, la lobby Christians United for Israel (CUFI), guidata dal pastore John Hagee, ha operato come una cassa di risonanza esterna. Noto predicatore del ”vangelo della prosperità”, sostiene che il governo non sia la fonte del sostentamento e dice ai suoi fedeli che se si rifiutano di versare la decima alla chiesa vivranno sotto una “maledizione finanziaria” (8). Hagee ha definito i bombardamenti americani come “un’esecuzione provvidenziale”, precludendo ogni via diplomatica e legittimando moralmente la violenza agli occhi di milioni di elettori/fedeli (9).
Per far arrivare questo messaggio in modo capillare alle masse, la téchne si avvale del Web 2.0. Questo ecosistema digitale algoritmico è progettato per massimizzare l’engagement nutrendosi di emozioni, estremizzate implicitamente dal metodo delle eco-chamber. Diffondere narrative apocalittiche sui social network permette di bypassare la sovranità epistemica necessaria al ragionamento critico sui costi e sulle vittime della guerra, facendo leva sulla Paura assoluta per mantenere saldo il consenso di chi necessita di un antidoto altrettanto dispotico.



