SIOI – Mondi in progress (4 maggio 2026)

Fonti: Axios; BBC; CNN; Politico; RFE/RL

 

Andalusia

Le prossime elezioni regionali in Andalusia si svolgeranno nel contesto più stereotipato della Spagna: l’arena. Il presidente regionale uscente, Juanma Moreno, un conservatore moderato, è determinato a mantenere il controllo della più grande regione del paese, ma i sondaggi suggeriscono che il suo Partito Popolare, di centro-destra, potrebbe non raggiungere la maggioranza assoluta se il partito di estrema destra Vox dovesse ottenere un buon risultato alle elezioni del 17 maggio. Per scongiurare questa eventualità, Moreno sta cercando di conquistare il voto degli elettori di estrema destra, molti dei quali sono appassionati taurini. Al centro della sua ‘offensiva di charme’ c’è José Antonio Morante Camacho, meglio conosciuto come Morante de la Puebla, un quarantaseienne ampiamente considerato il miglior matador di Spagna e fervente sostenitore di Vox. – The matador and the moderate: Andalusia’s president courts far right in the bullring – POLITICO

Armenia – Europa – Russia

I leader europei oggi saranno in Armenia per due vertici senza precedenti in un Paese da tempo considerato il più stretto alleato della Russia nel Caucaso meridionale. Il significato simbolico per questo Paese di meno di tre milioni di abitanti è innegabile: l’Armenia è membro dell’Unione Economica Eurasiatica del presidente russo Vladimir Putin e Mosca ospita una base militare sul territorio armeno. Oltre 30 leader europei e il primo ministro canadese parteciperanno oggi a un vertice della Comunità Politica Europea nella capitale Yerevan. Martedì si terrà il primo vertice bilaterale UE-Armenia, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa. L’Armenia dipende fortemente da Mosca per le sue risorse energetiche: axquista gas russo a tariffe preferenziali, un aspetto che Putin ha tenuto a sottolineare durante la visita del primo ministro Nikol Pashinyan a Mosca il 1° aprile. La Russia vende gas all’Armenia a 177,50 dollari (130,30 sterline) per 1.000 metri cubi, ha osservato, mentre in Europa costa 600 dollari (440,40 sterline). “La differenza è grande, è significativa”, ha affermato il presidente russo. – European leaders converge on Armenia as Russia looks on

Balcani occidentali

Da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è insediato lo scorso anno, Washington e Bruxelles si sono scontrati su commercio, sostegno all’Ucraina e spese militari. Ora c’è un nuovo campo di battaglia: i Balcani occidentali. Grazie alla loro posizione unica all’incrocio tra gli interessi dell’UE e degli Stati Uniti, nonché l’influenza russa e cinese, i paesi della regione hanno attirato l’attenzione delle superpotenze mondiali, dando il via a una corsa per capitalizzare sul loro status emergente, sulla loro vulnerabilità e sulle loro economie deboli. Ciò è particolarmente evidente nei recenti accordi conclusi da investitori statunitensi in progetti energetici in Albania, Croazia e Bosnia-Erzegovina, paesi che cercano di porre fine alla dipendenza dalle forniture russe. – US Energy Push In Western Balkans Sparks Tension with Brussels

Cina – USA

La Cina rimane fermamente intenzionata a partecipare al prossimo incontro tra il suo leader Xi Jinping e il presidente statunitense Donald Trump, a prescindere dalla situazione in Medio Oriente, e guarda con cautela al conflitto, che dura da mesi, tra Washington e Teheran, considerandolo potenzialmente un fattore che potrebbe aver rafforzato la sua posizione negoziale. L’incontro in presenza, già rinviato una volta a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, è ora previsto per il 14 e 15 maggio, secondo la Casa Bianca. Diverse fonti indicano che Pechino considera questo vertice ad alto rischio un’opportunità unica per assicurarsi una relazione più stabile a lungo termine con il suo principale concorrente economico e militare. Tuttavia, nonostante il vantaggio percepito, le fonti affermano che Pechino rimane estremamente cauta, con opinioni divergenti tra gli addetti ai lavori del governo su come gestire la miriade di complicazioni scatenate dal conflitto, non ultima la prospettiva che lo Stretto di Hormuz – attraverso il quale la Cina importa circa un terzo del suo petrolio e gas – rimanga chiuso al momento dell’arrivo di Trump nella capitale cinese. – An unfinished Iran war could give Xi the upper hand in Trump talks, sources say | CNN

Europa

Un piano dell’Unione Europea da 20 miliardi di euro per la costruzione di enormi centri di calcolo per l’intelligenza artificiale sta suscitando diffuse critiche prima ancora del suo lancio. Il piano per la costruzione di centri di calcolo di grandi dimensioni per addestrare potenti modelli di IA, delineato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen più di un anno fa, sarà annunciato questa primavera come risposta europea agli audaci sforzi degli Stati Uniti per incrementare la potenza di calcolo. Ma legislatori ed esperti si chiedono se in Europa ci sia effettivamente domanda per la potenza di calcolo che questi edifici genereranno e affermano che l’UE rischia di investire 20 miliardi di euro in un’iniziativa che non avrà successo nell’aiutarla a competere con Stati Uniti e Cina. – EU accused of wasting €20B on AI computing dreams – POLITICO

USA – Germania – Europa

Non passa quasi una settimana senza qualche nuova disputa tra l’amministrazione Trump e l’Europa. Ma in un anno che ha visto una grave controversia sui dazi doganali, la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di annettere la Groenlandia e disaccordi sugli aiuti all’Ucraina, la minaccia più pressante per l’Europa è la persistente spaccatura transatlantica sulla NATO. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti ritireranno 5.000 soldati – e probabilmente molti di più – di stanza in Germania, dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha criticato la gestione statunitense del conflitto con l’Iran, affermando che Teheran ha umiliato Washington. Trump ha anche attaccato Spagna e Italia per non aver aiutato la campagna statunitense contro l’Iran. Alla domanda se avrebbe preso in considerazione il ritiro delle truppe statunitensi da questi paesi, Trump ha risposto: “Probabilmente… guardate, perché non dovrei? L’Italia non ci ha aiutato in alcun modo e la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile”. La Spagna ha negato all’esercito statunitense il permesso di utilizzare le sue basi o il suo spazio aereo per missioni o attacchi legati al conflitto. Le critiche di Trump all’Italia arrivano nonostante il suo Primo Ministro, Giorgia Meloni, sia un alleato chiave. Trump si lamenta da tempo del fatto che gli Stati Uniti si facciano carico ingiustamente del peso della sicurezza occidentale, arrivando a definire la Germania, potenza economica europea, “inadempiente” in materia. Il parziale ritiro degli Stati Uniti è un’ulteriore manifestazione di questa vicenda, che tuttavia evidenzia problemi ben più ampi. Mentre la disponibilità degli Stati Uniti a sostenere la sicurezza europea si affievolisce – e la minaccia russa cresce – Germania, Regno Unito e Francia promettono di inaugurare una nuova era di investimenti. Ma hanno una montagna da scalare, e poco tempo a disposizione. – The loss of 5,000 US troops in Germany is just the tip of the challenge facing Europe | CNN

Domenica il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha cercato di stemperare le tensioni nelle relazioni transatlantiche, parlando del suo rapporto con il presidente Donald Trump, pur senza fingere che tutto vada per il meglio. Dopo che Merz aveva criticato Trump per l’intervento militare statunitense in Iran la scorsa settimana, il presidente ha risposto insultando Merz sui social media e annunciando il ritiro delle truppe americane dalla Germania. Pochi giorni dopo, ha minacciato di imporre dazi più elevati sulle automobili all’UE. “Credo che una buona partnership implichi il rispetto delle diverse opinioni”, ha dichiarato Merz durante un’intervista all’emittente pubblica tedesca ARD. “Io lo faccio, e credo che lo faccia anche lui, forse un po’ meno al momento”. “L’ho incontrato otto settimane fa”, ha detto Merz riferendosi a Trump. “Ci sentiamo a intervalli più lunghi, ma con una certa regolarità… ma non nell’ultima settimana”. – Merz shrugs off Trump clash over troops, trade – POLITICO

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato sabato che il ritiro delle truppe americane dalla Germania sarà molto più consistente di quanto annunciato solo due giorni prima. “Ridurremo drasticamente il contingente. E lo ridurremo ben oltre i 5.000 uomini”, ha detto Trump ai giornalisti in Florida. Venerdì il Pentagono aveva annunciato il ritiro di 5.000 soldati statunitensi dalla Germania nel corso del prossimo anno. Le ultime dichiarazioni di Trump inaspriscono la disputa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che la settimana scorsa aveva affermato che Washington veniva “umiliata” dall’Iran. Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, sempre sabato, aveva cercato di minimizzare l’impatto della decisione di Washington di ridurre la presenza militare nel Paese, definendo la mossa prevedibile e utilizzandola per sottolineare la necessità per l’Europa di assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. – US to cut troop presence in Germany ‘a lot further than 5,000,’ Trump says – POLITICO

USA – Iran

Il presidente Trump ha dichiarato che la Marina statunitense inizierà a scortare navi straniere attraverso lo Stretto di Hormuz a partire da oggi e ha avvertito che se l’Iran tenterà di ostacolare il processo, l’esercito americano userà la forza. Questa mossa, che Trump ha definito “Progetto Libertà”, è il passo più significativo compiuto dalla sua amministrazione per cercare di riaprire lo stretto strategico da quando l’Iran lo ha bloccato all’inizio della guerra. Sebbene Trump affermi che la mossa sia “umanitaria”, rappresenta una chiara sfida da parte degli Stati Uniti agli sforzi di Teheran per controllare lo stretto. Una risposta militare iraniana potrebbe innescare uno scontro o addirittura un’escalation che porti a un ritorno alla guerra. La nuova iniziativa per lo Stretto di Hormuz non includerà necessariamente navi della Marina statunitense a scorta di navi commerciali, secondo quanto affermato da due funzionari americani. – Trump: US Navy to “guide” ships from Strait of Hormuz from Monday

 

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