(Marzia Giglioli)
I Volenterosi tornano a riunirsi, mentre si fa più concreta la fine del conflitto in Medio Oriente sui due fronti, quello dell’Iran e quello del Libano e a poche ore dall’annuncio che Israele e Libano hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco di 10 giorni.
I Volenterosi cercano un ruolo per inserirsi in quella che sarà la normalizzazione dello Stretto di Hormuz e per riportare ordine nella crisi energetica globale. Ma sullo sfondo non c’è solo la soluzione di una crisi di aerea. C’è molto di più e c’è che Trump, mentre annuncia che il traguardo della pace è vicino e che gli obiettivi sono stati raggiunti, rivendica la sua solitudine vincente, perché nessuno degli Alleati gli è stato accanto in questa guerra. E i toni del presidente USA sono un crescendo di anatemi sulla ‘tigre di carta’, come egli definisce la NATO, e di critiche sempre più ‘ad personam’ ai leader europei, ultima in ordine di tempo la premier Meloni.
Sullo sfondo del Vertice di Parigi, c’è un convitato di pietra: la NATO che, senza americani, è difficile da pensare e ancor di più da attuare. Trump ha però dimostrato già molte volte di dare alle sue parole anche un seguito pratico. Ufficialmente nessuno dei leader europei vuole neanche ipotizzare uno strappo con l’America. Ma i Volenterosi non possono non guardare all’ipotesi di un futuro diverso, o quantomeno non porre le basi per non farsi trovare del tutto sguarniti nel caso del peggiore degli scenari. Intanto proveranno a essere e a mostrarsi attivi in queste ore sulla scena del Medio Oriente.
Tra le righe è chiaro che in molti sperano che una svolta in Iran, e soprattutto nello stretto di Hormuz, possa rasserenare il clima e le tensioni, mentre le diplomazie continuano a lavorare. Sul tavolo, a Parigi, c’è una missione nello Stretto per uno sminamento volto ad assicurare la navigabilità a Hormuz, mentre vige la tregua o a guerra finita. A presiedere il vertice sono il presidente francese Macron e il premier britannico Keir Starmer. Ci saranno anche l’Italia, con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e il Cancelliere tedesco Merz.
Ma ci sono le incognite degli USA, da sempre estranei ai Volenterosi, e di Teheran.



