(Marzia Giglioli)
Libano in fiamme con pioggia di bombe israeliane e centinaia di morti sulle strade. Raid a Beirut, Sidone, Tiro e nella Valle della Bekaa. E’ scattata l’operazione “Oscurità Eterna’.
A ridosso dell’annuncio della tregua in Iran, arriva una nuova ondata di attacchi sul Libano. Non a caso, poche ore fa il premier israeliano Netanyahu si era affrettato a smentire il Pakistan che indicava l’intesa e la tregua in Iran valida anche per il fronte libanese. L’offensiva dello Stato ebraico è giunta nonostante l’annuncio di Hezbollah dello stop ai razzi contro lo Stato ebraico. E si tratta di un attacco di massima violenza. Per l’Idf è stata “condotta l’operazione più massiccia da inizio guerra”.
L’Ue, commentando la tregua in Iran, aveva lanciato il suo appello per “una tregua anche in Libano” con una dichiarazione congiunta a firma del presidente Macron, della premier Meloni, del cancelliere tedesco Merz, del premier inglese Keir Starmer, di Mark Carney, premier del Canada, di Mette Frederiksen, premier danese, di Rob Jetten, premier dei Paesi Bassi, del presidente spagnolo Pedro Sanchez, della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
Oggi più di cento attacchi con droni, caccia e missili si sono registrati in meno di dieci minuti, con il fuoco concentrato sui principali quartieri di Beirut. Tanti morti nel giorno in cui la popolazione sperava che la tregua potesse riguardare anche il Libano.



