(Marzia Giglioli)
A vincere in questi giorni non sono certo la pace o il dialogo. La politica e la diplomazia perdono su tutti i fronti.
Vince invece la finanza. Basta guardare ai listini di oggi per capire che i mercati non si preoccupano, anzi.
Anche l’annuncio di Trump su un intervento in Groenlandia non turba i mercati.
Il Dow Jones e il Nasdaq segnano forti guadagni ed le Borse europee sono tranquille. Così, mentre il fronte geopolitico è in fermento con le incognite sul futuro del Venezuela e con il presidente degli Stati Uniti che riaccende la sua ambizione di prendere la Groenlandia (con un accordo economico o con un’azione militare), i mercati non si scompongono. Mentre i leader europei invocano il rispetto per la sovranità della Danimarca e tuonano che un’azione forte sulla Groelnlandia da parte statunitense sarebbe la fine della NATO, l’amministrazione USA insiste che l’obiettivo ‘non verrà meno’.
In altri tempi si sarebbe avuto un impatto anche sul fronte economico, perché per molto meno i mercati hanno tremato. Oggi non succede.
L’euro/dollaro è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,168 e l”oro (che segue sempre il sentiment gropolitico e i rischi futuri) segna un calo dello 0,63%. Invece il raid in Venezuela sembra già incidere sul prezzo del petrolio in vista di un imminente maggior quantitativo che entrerà sul mercato con la gestione trumpiana. A pochi giorni dal Raid USA, il petrolio oggi (Light Sweet Crude Oil) si attesta a 56,47 dollari per barile, in calo dell’1,16%.
Sembrano davvero esserci due scenari contrapposti: da una parte la politica internazionale che non riesce in nessun dialogo, dall’altra parte la finanza che parla un altro linguaggio e trova un suo equilibrio. Sembra un gioco a parti contrapposte, anzi un video gioco.
Nelle ore precedenti al raid in Venezuela, ci sono state scommesse molto mirate sulla caduta di Maduro. Su Polymarket, la piattaforma online che consente di scommettere praticamente su qualsiasi cosa, un trader anonimo da qualche parte nel mondo, utilizzando un account creato in dicembre, ha piazzato le proprie scommesse pochi giorni prima del raid e, come riporta il Wall Street Journal, sembra aver portato a casa una grande quantità di dollari. Il suo nome rimarrà comunque segreto, perché su Polymarket i trader scommettono utilizzando criptovalute, che garantiscono un ulteriore livello di copertura.
Sembra che anche le operazioni che cambiano gli assetti di parte del mondo diventino un gioco: come a Risiko, qualcuno vince e guadagna, gli altri perdono ed escono di scena.



