USA-Iran, cosa vuole davvero Trump

(Marzia Giglioli)

Diplomazia in affanno nel braccio di ferro tra Usa e Iran: mentre Teheran usa toni ottimistici, sul fronte Usa non trapela altrettanto ottimismo.

Al terzo round di Ginevra si è ancora lontani da un accordo ma è comunque un passo avanti che si cerchi almeno un modo per raggiungerlo.

Teheran e Washington si stanno per ora ‘misurando’ per capire quali siano i rispettivi limiti e come trovare una via d’uscita che non sia una guerra, con una formula che permetta a entrambi di non uscire perdenti.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi intanto dichiara che, per raggiungere un accordo, gli Stati Uniti dovranno abbandonare le loro ‘richieste eccessive’.

Donald Trump sta a sua volta valutando i vari fattori incrociati con un punto fermo ‘che gli Stati Uniti non vogliono essere trascinati in una lunga guerra’, fa sapere il vicepresidente JD Vance in un’intervista al Washington Post, aggiungendo, comunque, di non sapere cosa deciderà Trump.

Al momento, i consiglieri di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner,’sono rimasti delusi durante i negoziati a Ginevra’, ha riferito ad Axios una fonte a conoscenza dei dettagli.
Diverso il tono sul fronte iraniano: ‘Siamo entrati molto seriamente negli elementi per arrivare a un accordo, sia sul dossier nucleare che in quello delle sanzioni’, ha dichiarato alla tv di Stato Abbas Araghchi, che guidava la delegazione di Teheran in Svizzera. Per ora tutto è rinviato a lunedì a Vienna con nuovi colloqui a livello tecnico.

Nel corso dei negoziati a Ginevra, gli Stati Uniti avrebbero chiesto all’Iran di smantellare i suoi tre principali siti nucleari e consegnare tutto l’uranio arricchito. Le posizioni fra Iran e Stati Uniti sarebbero ancora lontane su alcune questioni chiave per un possibile accordo, riporta il Wall Street Journal, citando alcune fonti, secondo le quali Teheran ha respinto l’idea di trasferire le scorte di uranio all’estero, si è opposto alla fine dell’arricchimento e allo smantellamento dei suoi impianti nucleari, oltre che a restrizioni permanenti al suo programma. Teheran si dice disposto a trattare sul nucleare ma avrebbe chiuso a un negoziato sui missili.

Fin qui la cronaca di queste ore.

Ma la domanda centrale, ovvero il focus, riguarda quale sia il reale obiettivo di Trump. Gli Stati Uniti sono piu’ che consapevoli che, sebbene l’Iran abbia dichiarato di voler porre fine diplomaticamente alla situazione di stallo, la sua leadership non è desiderosa di scendere a compromessi con l’Occidente.

Sta di fatto che, in questi mesi, Trump ha annunciato a sua volta obiettivi diversi e da qui le domande conseguenti: si tratta di distruggere davvero la capacità nucleare dell’Iran? si tratta di proteggere i manifestanti iraniani? O di forzare un cambio di regime?

Alcuni osservatori notano che la strategia non può essere definita se non si risponde ad una di queste domande. E non ultima la risposta riguarda anche come debba agire il Pentagono e quale possa essere l’azione militare in assenza di un obiettivo chiaro.

 

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