(Marco Emanuele)
The Global Eye incontra Francesco Sisci, Direttore di Appia Institute, analista e commentatore con 30 anni di esperienza in Cina e in Asia.
L’operazione USA in Venezuela apre scenari di crescente complessità: dal punto di vista di Washington, quali sono le prospettive che vedi ?
Per Washington nel breve termine ci sono molti vantaggi e nel medio lungo termine sfide e rischi. I vantaggi sono che il vertice con la Cina previsto per marzo o aprile si terrà in condizioni molto diverse. La Cina ha perso il Venezuela e rischia di perdere 200 miliardi di crediti. Le sue riserve di petrolio poi potrebbero essere svalutate da un aumento della produzione petrolifera venezuelana. Nel medio lungo termine, il problema è assestare il Venezuela e non farlo scivolare verso un ulteriore fallimento. Se l’America riesce a rimettere il paese in carreggiata avrà corretto e vendicato il fallimento di ricostruire l’Iraq vent’anni fa. Se non ci riesce il Venezuela potrebbe essere una palla al piede dell’America.
Pechino ha interessi decisivi in Venezuela: al di là delle dichiarazioni, e in vista del vertice tra Xi e Trump, quali sono le preoccupazioni cinesi ?
Le preoccupazioni cinesi sono particolari e generali. Particolari perché ci sono ampi crediti, contratti firmati dal passato governo, c’è un problema di politica generale della produzione del petrolio. Tutti elementi con un impatto profondissimo sulla Cina. In termini più generali però c’è un problema quasi filosofico, ma molto concreto: i cinesi sono stati sorpresi da questa azione americana che invece per gli occidentali era quasi ovvia. Non era chiaro quando gli americani avrebbero agito o come, ma certo dovevano fare qualcosa per giustificare i milioni di dollari spesi ogni giorno per mantenere una flotta aereo navale al largo di Caracas. Il fatto di non vedere l’ovvio, o almeno quello che era ovvio per un americano, prova un grande pericolo: il fatto che cinesi e americani non si capiscono.
Il Vaticano può essere un attore importante in questa fase così delicata per il Venezuela e per l’intero continente latino-americano ?
Il ruolo della Santa Sede in questo momento è teorico, tutto da costruire. Di certo la Santa Sede ai suoi massimi livelli ha grande conoscenza del Paese, certamente queste conoscenze possono essere messe a frutto. Bisogna capire in che modo.



