Summit di New Delhi sull’IA: complessità in cammino

(Marco Emanuele)

Politico scrive del vertice mondiale sull’intelligenza artificiale in corso a New Delhi. La crescente complessità del tema pone le classi dirigenti a livello globale dentro una serie di dinamiche interrelate e inseparabili.

Emerge, secondo Politico, un cambio di rotta del vertice rispetto alle precedenti edizioni: dalla sicurezza, focus sui rischi, agli investimenti e agli impatti dell’IA.

Non ci stupiamo, dato che la prospettiva di una governance globale dell’IA e delle tecnologie emergenti è terreno ben difficile da abitare. La questione è geostrategica perché tocca ambiti estremamente sensibili: dalla ‘guerra’ geopolitica, alle pressioni economiche, al ruolo sempre più centrale delle Big Tech, alle difficoltà legislative (burocratizzazione vs dinamicità), ai trasformanti impatti settoriali (si pensi, oltre che ai dati economici e alla occupazione, all’incidenza sulla resilienza democratica e alle nuove forme della guerra e della costruzione della pace). Poi ci sono le grandi frontiere antropologiche che si aprono, soprattutto guardando al futuro del rapporto uomo-macchina, per le quali serve un’ ‘etica pragmatica’.

Molto lavoro è stato fatto negli ultimi anni dall’ONU e da molte altre organizzazioni internazionali e regionali. Governance e sicurezza, così come opportunità e rischi, devono camminare insieme: non sfugge, a chi scrive, che le Big Tech stiano anche riscrivendo le regole del capitalismo e delle relazioni internazionali (verso quale ordine mondiale ?).

Tutto, come sempre, dipende da noi umani. Il ‘chi diventiamo’, nella rivoluzione tecnologica, è fondamentale: nessuno escluso, servono nuovi dialoghi, nuove mediazioni, nuove visioni.

 

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