Nel rispetto di ogni popolo / Respecting every people

(Marco Emanuele) 

Serve rispetto, comprensione di ogni realtà differente. I popoli, al di là degli atti delle classi dirigenti che li governano, chiedono possibilità di auto-determinazione e auto-realizzazione.

Il mondo non è sommatoria ma integrazione dinamica di differenze. Nei passaggi di integrazione vive la libertà di ciascuno, si manifesta come possibilità di ‘essere pienamente’. L’identità di ogni popolo, nel vincolo di relazione, diventa aperta, condizione di libertà come liberazione e non impedimento, separazione, conflitto. L’esatto contrario di ciò che accade in questa fase storica.

Ogni popolo ha caratteristiche originali e irripetibili. Nulla può essere sacrificato sull’altare del dominio e della sopraffazione, nel nome della prevaricazione da legge della giungla: tanto peggio se avviene in nome di Dio.

Il rispetto e l’integrazione non sono processi automatici o scontati ma nascono dalla capacità umana di lavorare insieme sul talento di moderare le differenze, anziché esasperarle e radicalizzarci in esse, generando male banale. Rispetto e integrazione chiedono pazienza, mediazione e conoscenza, nella visione di un mondo-mosaico.

Gli strumenti tecnologici, in continuo e inarrestabile avanzamento, permettono di ‘far parlare’ le differenze planetarie in spirito di inter-in-dipendenza per un senso comune collettivo e nella costruzione di un destino planetario. Su questo punto, nella condizione ‘onlife’, si può costruire una filosofia della storia nel tempo quantistico della grande trasformazione/transizione. La storia non finisce così come la nostra responsabilità nell’unico spazio-tempo e nei futuri già presenti.

(English Version) 

Respect and understanding of every different reality are needed. Beyond the actions of the ruling classes that govern them, peoples demand the possibility of self-determination and self-realization.

The world is not a sum but a dynamic integration of differences. In the process of integration, everyone’s freedom comes to life, manifesting itself as the possibility of ‘being fully’. The identity of each people, in the bond of relationship, becomes open, a condition of freedom as liberation and not impediment, separation, conflict. The exact opposite of what is happening in this historical phase.

Every people has original and unique characteristics. Nothing can be sacrificed on the altar of domination and oppression, in the name of the law of the jungle: so much the worse if it happens in the name of God.

Respect and integration are not automatic or obvious processes but arise from the human capacity to work together on the talent of moderating differences, rather than exacerbating them and radicalizing ourselves in them, generating banal evil. Respect and integration require patience, mediation, and knowledge, in the vision of a mosaic world.

Technological tools, in continuous and unstoppable advancement, allow planetary differences to ‘speak’ in a spirit of inter-in-dependence for a collective common sense and in the construction of a planetary destiny. On this point, in the ‘onlife’ condition, we can build a philosophy of history in the quantum time of the great transformation/transition. History does not end, nor does our responsibility in the single space-time and in the futures that are already present.

 

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