(Marzia Giglioli)
Nel novembre 2019, il presidente Emmanuel Macron aveva scosso il mondo occidentale dichiarando la NATO ‘in stato di morte cerebrale’. Tutti sembravano inorriditi. Ora quelle parole sembrano avere il sapore di una profezia e Macron è il primo a crederci e lancia un attacco durissimo agli USA per aprire gli occhi ai partner europei.
Davanti ad un consesso di ambasciatori per gli auguri annuali il presidente francese usa toni mai sentiti: ‘Con Trump gli USA si allontanano dagli alleati e dalle norme internazionali’. E ancora: ‘Ci stiamo avviando verso un mondo di grandi potenze con una reale tentazione di spartirsi il pianeta’.
Ma perche’ Macron parla ora accentuando così tanto i toni della non diplomazia?
Certamente non può essere casuale che il discorso sia stato deciso a ridosso delle volontà dichiarate da Trump sulla Groenlandia, che toccano così da vicino la salvaguardia dei confini europei, c’è il raid in Venezuela ed anche l’irritazione per il rifiuto del visto negli USA all’ex commissario europeo Therry Breton.
È anche vero che in Francia il sentiment sembra far eco al presidente e l’editorialista di Le Monde, Silvie Kauffmann scrive che ‘la cruda e brutale espressione del potere americano nell’era di Trump II è uno shock violento che sta finalmente aprendo gli occhi agli alleati di Washington’.
Ma nel sottotesto delle parole di Macron c’è molto di più.
C’è l’appello agli alleati europei che prendano atto, senza più illusioni, che le dinamiche internazionali stanno entrando in una fase pericolosa, segnata da una crescente logica di forza e da una crisi del multilateralismo. Siamo di fronte – afferma il presidente francese – a una forma di ‘aggressione neocoloniale’ e ‘le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno’. Bisogna pertanto dire no al nuovo imperialismo e rifiutare ogni vassallizzazione, e da qui la la sintesi verso una ‘autonomia strategica dell’Europa con meno dipendenza dagli Stati Uniti come rispetto alla Cina’.
La parola ‘vassallizzazione’ che non riguarda solo il rischio di una Europa gregaria: è un appello a quei Paesi nel mondo che rischiano un simile destino. E con loro si può tessere una nuova tela.



