(Marco Emanuele)
Politico sottolinea che, nella riunione della International Energy Agency (IEA) svolta a Parigi, gli Stati Uniti sono riusciti a far cancellare dalle priorità dell’Agenzia la lotta ai cambiamenti climatici. Il focus è su: sicurezza energetica, resilienza, minerali essenziali e sistemi elettrici.
Deriva prevedibile ma insostenibile. Nell’ordine globale che va disordinatamente formandosi, l’azionista di maggioranza in ‘Occidente’ conferma la propria intenzione strategica di abbandonare progressivamente la prassi multilaterale. Il cambiamento climatico, infatti, chiede un impegno che vada oltre le richieste nazionali: se serve attenzione per i singoli contesti, il problema non può essere affrontato ognun per sé. D’altronde, per chi ci crede e ci tiene, in gioco c’è il destino della Terra-Patria.
Notizia che non ha guadagnato le ‘prime pagine’, l’atto USA in IEA va in direzione contraria rispetto all’auspicata pace globale. La questione climatica, dentro la policrisi de-generativa in atto, è condizione di equilibrato sviluppo, di benessere delle comunità umane, di giustizia e di pace sostanziale.
Non siamo tra coloro che pongono il tema della transizione ecologica tutta e subito. Comprendiamo le ragioni di chi sottolinea l’importanza di un realismo di transizione ma, prima di tutto, guardiamo al tipo di scenario geostrategico che emerge: se sicurezza energetica, resilienza, minerali essenziali e sistemi elettrici sono priorità importanti, accantonare la lotta ai cambiamenti climatici è scelta miope e pericolosa per l’umanità.



