L’Iran non è il Venezuela. Trump sa che ci vuole più tempo

(Marzia Giglioli)

Trump non ha tempo da perdere, lo dimostrano tutte le decisioni prese in questi mesi. Per il presidente USA, ogni azione deve avere un effetto immediato e mediatico per sostenere la sua leadership e il nuovo corso dell”America First. Trump ‘quel che dice fa’.

Lo si e’ visto con il Venezuela, ma per l’Iran la situazione è diversa: dopo l’annuncio di Trump che ‘è in arrivo un aiuto americano’, rivolto ai manifestanti iraniani, gli analisti si dividono sul suo reale significato e, soprattutto, se equivalga a un possibile intervento militare .Non è affatto chiaro se Trump, come scrivono i media, opterà per una qualche forma di azione ‘cinetica’ contro l’Iran.

Intanto gli alleati arabi sono per il ‘no’ all’intervento degli Stati Uniti, perche l’area è già abbastanza rovente. Resta anche il fatto che, in Iran, l’establishment teocratico e il suo apparato militare sono fortemente radicati e non facilmente sostituibili: inoltre, molti analsti fanno presente che la caduta dell’attuale regime potrebbe aprire la strada a un altro regime militante.

Le congetture non possono che incrociarsi e sovrapporsi tra di loro, come del resto le dichiarazioni di queste ore.

‘La guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, predica la sfida in pubblico, ma il suo governo ha avviato canali diplomatici segreti con gli Stati Uniti’, scrive il Washington Post . ‘Quello che sentiamo pubblicamente dal regime iraniano è molto diverso dai messaggi che l’amministrazione riceve privatamente’, ha dichiarato a sua volta la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. ‘Credo che il presidente abbia interesse a esplorare questi messaggi’.

Ieri si è riunito il Consiglio per la Sicurezza Nazionale per redigere le opzioni da sottoporre al presidente, un pool formato dal vicepresidente J.D. Vance, dal Segretario di Stato Marco Rubio e da altri funzionari.

Mentre Trump minaccia che gli Stati Uniti potrebbero ricorrere alla forza militare se il governo di Teheran continuasse a uccidere i manifestanti, altre opzioni si profilano e, come scrivono i media USA, potrebbero includere una maggiore pressione economica sul governo. Vi è anche la possibilità di far diventare bersagli le infrastrutture energetiche o i sistemi che regolano la vita del Paese con una massiccia azione cyber.

Insomma, le dichiarazioni muscolari potrebbero assumere, nelle prossime ore, altre direzioni e declinazioni.

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