Il piano Italia per Artico e Groenlandia

(Marzia Giglioli)

La Groenlandia, come un ossimoro, resta ‘rovente’ e l’Italia, da parte sua, sceglie la massima prudenza.

Quando il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato l’invio dei primi soldati francesi in Groenlandia, lo ha fatto con una battuta che riassume la linea del governo: ‘In Groenlandia 15 soldati mandati a fare cosa? Sembra una gita! È invece nostro interesse tenere insieme il nostro Occidente in ottica NATO, non servono i frazionamenti’.

La posizione del ministro è giunta (ieri, 16 gennaio) in occasione della presentazione della Nuova strategia italiana per l’Artico che intende affermare la posizione di Roma sull’esercitazione militare congiunta di Francia, Germania, Svezia, Norvegia e Danimarca in Groenlandia. Parole che sembrano rispondere a distanza alle pressioni di Trump sulla Danimarca e sul braccio di ferro con Copenaghen per il controllo dell’isola.

La strategia italiana, invece, insiste su un punto preciso: l’Artico non è terreno per iniziative unilaterali o simboliche ma uno spazio strategico che va gestito in modo coordinato all’interno delle alleanze esistenti.

Lo ha ribadito (sempre ieri) la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un messaggio ufficiale: ‘L’Italia è convinta che l’Artico debba essere sempre una priorità dell’UE e della NATO e che l’Alleanza Atlantica debba cogliere l’opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni e rispondere alle ingerenze di altri attori’.

Per la premier Giorgia Meloni (in visita ufficiale in Giappone), una presenza italiana in Groenlandia si potrà valutare ma nella cornice NATO senza l’idea di muoversi con ‘intenti divisivi’ rispetto agli Usa di Donald Trump che ha metodi ‘assertivi’ ma non tanto da arrivare a ‘un intervento militare di terra’.

Leggi anche: Entra in vigore il Trattato Globale sugli Oceani | The Global Eye

Latest articles

Related articles