A Minneapolis si consuma la storia della nuova America

(Marzia Giglioli)

Che cos’è uno Stato? Che cos’è una democrazia? Quando una protesta esprime la ragione ?
Inizia così uno spettacolo teatrale che in questi giorni va in scena a Roma per raccontare la storia di Oriana Fallaci e di Alexandros Panagulis, anche memoria di libertà e di ribellione.

Un testo intimista e politico che sembra scritto per dare voce alle domande che si sommano in queste ore. Sul palcoscenico suonano come narrazioni mentre a Minneapolis suonano come domande alla nostra civiltà. Ogni giorno si verificano, nel Minnesota, nuovi incidenti ed è scontro di versioni sull’uccisione di Alex Pretti, il 37enne infermiere italo-americano morto sabato con una decina di proiettili sparati a bruciapelo da uno o forse più agenti della polizia di frontiera durante una retata dell’ICE. È lui la terza vittima di questa nuova guerra.

Due giorni fa sono stati arrestati cento membri del clero all’aeroporto internazionale di Minneapolis perché manifestavano in ginocchio contro la stretta sull’immigrazione, pregavano per impedire la deportazione di migranti detenuti.

Migliaia di persone sono scese in piazza per la Giornata di mobilitazione contro Immigration and Customs Enforcement (ICE) per la ‘Giornata della Verità e della Libertà’.

Qui si consuma la nuova storia dell’America che anche la nostra storia e che ci obbliga a non fuggire dalle domande e dalle risposte. C’è un confine che separa ciò che è giusto da ciò che non lo è. E su questo la democrazia non può vacillare.

Ogni forma di negazione della libertà è un crimine e non ci sono ragioni di opportunità o cause di forza maggiore. Il resto è menzogna. La protesta nelle strade di Minneapolis dimostra che si può essere anche soli nel difendere cio’ che è giusto.

È un pò come la solitudine dei numeri primi, fermi nel loro essere essenziali e mai interpretabili, perché non ci può essere nulla di giusto nell’arrestare un bambino di 5 anni, come accade a Minneapolis.

Nessuna democrazia può permettere tali derive. Ma quanto può pesare il dissenso in questi casi? Non è questione di percentuali di consenso o di una democrazia imperfetta, come indicano i misuratori internazionali riferendosi agli USA di questa fase storica. C’è anche una verità ineludibile che non può non essere vista.

 

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