Cancellare la Brexit e ritornare nella UE ? Il Guardian rivela che, secondo un sondaggio, metà degli inglesi vorrebbe tornare nell’Unione Europea: la preferenza personale di Andy Burnham per un rientro non è solo un’analisi politica ma si confermerebbe in linea con il sentiment britannico di oggi che guarda di nuovo a Bruxelles. Il quesito su Brexit ‘sì’ o ‘no’ potrebbe essere di nuovo riproposto. Tuttavia, alcuni ministri del governo, preoccupati di riaprire nuove divisioni, in privato stanno esortando il premier alla cautela.
La rilevazione condotta dal Messina Group (TMG) ha evidenziato che rinegoziare le relazioni del Regno Unito con la UE potrebbe far crescere i consensi del Partito Laburista fino a sette punti percentuali, qualora il Primo Ministro proponesse un nuovo referendum facendo campagna elettorale a favore del rientro nel blocco.
Quasi un terzo degli elettori ha dichiarato che sarebbe innanzitutto necessario un referendum sulla permanenza nella UE, mentre più di uno su sei ha ritenuto sufficiente un mandato ottenuto tramite elezioni politiche: una percentuale analoga ha invece sostenuto che la decisione potrebbe spettare al Parlamento.
Intanto, i dati complessivi sembrano rafforzare la posizione di chi, all’interno di Downing Street, vuole promettere – in vista delle prossime elezioni – che il Labour si impegnerà quantomeno a negoziare un rientro, obiettivo che il Primo Ministro ha dichiarato di voler vedere realizzato ‘nel corso della propria vita’.
Martedì, nel suo primo discorso da leader alla conferenza del Labour, Burnham ha annunciato una revisione delle opzioni per le future relazioni della Gran Bretagna con l’Europa, aggiungendo che tra queste dovrebbe figurare anche il pieno rientro nella UE.
Tuttavia, tra alcuni deputati laburisti – in particolare quelli eletti in collegi che hanno votato a favore della Brexit – serpeggia il timore che anche solo sondare il sostegno dell’opinione pubblica su questo tema comporti notevoli rischi politici.
Va ricordato che alcuni ministri del governo provengono da collegi elettorali che a suo tempo appoggjarono la Brexit.
Bisogna quindi conciliare le scelte con i dati di tendenza senza perdere totalmente la coerenza con quanto promesso agli elettori nel 2016, ma ora non si può prescindere dal fatto che sia cambiata l’aria.
La strategia di Downing Street – come nota il Guardian – sembra puntare i riflettori su chi aveva fatto grandi promesse riguardo alla Brexit senza poi mantenerle, anziché accusare di aver preso la decisione sbagliata. Tuttavia, un cambio di rotta del governo suscita qualche preoccupazione nello staff di Burnham che ora si trova davanti ad un bivio: prudenza o azione accelerata?
Al centro c’è la realtà dei numeri: tra il 12 e il 24 settembre, TMG ha intervistato 11.461 persone – con un campione ponderato che ha proposto sette diverse opzioni per le relazioni con la UE. L’opzione più apprezzata è risultata quella del rientro nell’Unione, con il 49% dei consensi e il 28,5% di pareri contrari.
Marzia Giglioli



