Germania, la disfatta di Merz e l’affermazione delle ‘estreme’

Elezioni regionali da incubo per il cancelliere tedesco Friederich Merz. Il suo partito Unione Cristiana Democratica (CDU) non ha superato la soglia di sbarramento del 5% e rimarrà fuori dal parlamento del Meclamburgo-Pomerania Anteriore, mentre a Berlino perde la presidenza del Senato della capitale. Nella regione orientale sul Baltico, Alternative für Deutschland ottiene un nuova vittoria. A Berlino trionfano le sinistre. Merz ammette la sconfitta ma non si dimette: “Porteremo avanti le riforme”.

Anche in questo ultimo voto regionale del 2026 i tedeschi, per uscire dalla crisi, si sono affidati alle scelte più radicali, provocando un forte scossone nel panorama politico nazionale. Stando alle proiezioni della tv pubblica ZDF, in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, un land di appena 1,5 milioni di abitanti, la CDU ha ottenuto il 4,9% dei consensi, una disfatta senza se e senza ma. E’ la prima volta che i democristiani non avranno una rappresentanza in un Parlamento regionale. Nuovo trionfo invece per l’Afd del candidato Leif-Erik Holm che arriva al 37-38%, seguita a poca distanza dai socialdemocratici (SPD) della ministra presidente uscente Magdalena Schwesig (35-36%). Molto più distanziati Die Linke (Sinistra) al 6,5% e i Verdi al 5,65%. Il grande risultato dell’Afd, che ripete il trionfo in Sassonia-Anhalt del 6 settembre, non permetterà comunque al partito di governare. Schwesig cercherà una alleanza tripartita con Die Linke e Verdi.

Panorama completamente diverso nella città e Stato federale di Berlino, dove ha vinto Die Linke guidata da Elif Eralp con il 25,1% dei voti, sorpassando il CDU (19,2%) che perde la presidenza della città. Afd è la terza forza politica con il 15,8%, seguono i Verdi (14,3%) e i socialdemocratici (12%). Erif Eralp, figlia di rifugiati turchi, è convinta che il successo della sinistra a Berlino abbia contribuito a fermare l’Afd. “Cambieremo – ha affermato Eralp – la nostra Berlino e insieme la faremo diventare in un posto migliore. L’amore e la giustizia hanno trionfato sull’odio e questo segnale si estende al mondo”.

Dalle elezioni regionali emerge comunque un grande sconfitto: Frederich Merz. Prima di conoscere che la CDU era fuori dal parlamento della regione baltica, il cancelliere aveva ammesso che le elezioni erano state “un disastro” per il suo partito, ma aveva espresso la volontà di continuare con le riforme strutturali, anche se provocano dello scontento nel Paese. A suo avviso, queste riforme sono necessarie per rilanciare l’economia tedesca e modernizzare le infrastrutture. “Mi assumo la responsabilità – aveva sottolineato – perché voglio che il nostro Paese avanzi”.

Tuttavia, una analisi di Süddeutsche Zeitung parla apertamente di un ulteriore deterioramento dell’autorità del cancelliere e che il tabù della successione è ormai caduto. I risultati delle regionali non determinano la sorte del governo federale, ma per alcuni analisti modificano la capacità di sopravvivenza della coalizione CDU-SPD. Pur avendo al Bundestag i numeri per governare, bisogna chiedersi se disponga anche della necessaria forza politica per farlo.

Maria Eva Pedrerol

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