La nuova escalation in Yemen sta trasformando una crisi umanitaria cronica in un’emergenza regionale con conseguenze potenzialmente globali. Dall’inizio di settembre, gli scontri tra le forze governative sostenute dall’Arabia Saudita e i ribelli Houthi appoggiati dall’Iran hanno provocato quasi 94.000 nuovi sfollati. Le violenze si sono estese da Aden ad Al Hodeidah, Abyan e Taiz, mentre oltre 2.400 persone hanno attraversato il mare verso Gibuti in soli quattro giorni. La maggioranza è composta da donne, bambini e anziani, spesso arrivati senza beni essenziali dopo traversate difficili.
Sul piano umanitario, il sistema di assistenza è vicino al limite. Quasi metà dei 41 milioni di abitanti dello Yemen necessita di aiuti, mentre aumentano fame, vittime civili e bisogni sanitari. Strade danneggiate, restrizioni agli spostamenti, interruzioni delle telecomunicazioni e danni al porto di Al Makha ostacolano la distribuzione di cibo, acqua, ripari e medicinali. L’ONU ha stanziato nove milioni di dollari per gli interventi immediati, ma le scorte stanno diminuendo e le comunità che accolgono gli sfollati sono già sovraccariche.
La posta in gioco supera tuttavia i confini yemeniti. Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, è uno dei principali passaggi marittimi tra Asia, Medio Oriente ed Europa. Un deterioramento della sicurezza potrebbe interrompere non soltanto il traffico commerciale, ma anche le forniture umanitarie dirette verso Yemen, Sudan e altre aree di crisi. L’eventuale deviazione delle navi attorno al Capo di Buona Speranza aggiungerebbe tra 25 e 30 giorni ai tempi di percorrenza, aumentando costi di trasporto, premi assicurativi e pressioni sulle catene logistiche.
Il conflitto yemenita torna così a inserirsi nella competizione indiretta tra Arabia Saudita e Iran e nella più ampia instabilità delle rotte energetiche e commerciali mediorientali. La combinazione tra tensioni a Bab el-Mandeb e persistenti problemi nell’area dello Stretto di Hormuz espone contemporaneamente due snodi essenziali. Lo Yemen non è quindi soltanto il teatro di una nuova ondata di sfollamenti: è un punto di pressione capace di collegare rivalità regionali, sicurezza marittima, prezzi globali e tenuta dell’assistenza internazionale.
Fonte: UN News – Escalating conflict drives new displacement in Yemen
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