Gli Houthi colpiscono l’Arabia Saudita: il conflitto regionale si allarga

Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno attaccato diversi centri urbani dell’Arabia Saudita occidentale, provocando decine di feriti e segnando una forte escalation nel conflitto mediorientale. Secondo le autorità saudite, le operazioni hanno preso di mira siti civili ed economici nelle città di Abha, Khamis Mushait, Jazan e Najran, vicine al confine con lo Yemen.

Gli attacchi ampliano la nuova fase di ostilità iniziata a luglio, quando missili Houthi avevano colpito infrastrutture petrolifere e navi saudite. Dopo un periodo di relativa distensione tra Riad e il movimento yemenita, il fronte saudita torna così a integrarsi nella più vasta guerra regionale, aumentando il rischio che lo Yemen diventi nuovamente uno dei principali teatri dello scontro tra l’Iran e i suoi avversari.

Sul piano militare, la capacità degli Houthi di raggiungere simultaneamente più città conferma la disponibilità di un arsenale composto da missili e droni in grado di minacciare infrastrutture, aeroporti e centri economici sauditi. La pressione non è finalizzata soltanto a produrre danni materiali: mira anche a saturare le difese aeree, creare insicurezza tra la popolazione e innalzare il costo politico del coinvolgimento di Riad nel confronto regionale.

Per l’Arabia Saudita si apre un difficile dilemma. Una risposta militare estesa potrebbe riattivare pienamente la guerra nello Yemen, dalla quale Riad ha cercato per anni di disimpegnarsi. Una reazione limitata, al contrario, rischierebbe di essere interpretata dagli Houthi come la conferma che gli attacchi possono continuare senza conseguenze strategiche decisive.

La sicurezza energetica costituisce il principale fattore di vulnerabilità. Nuovi raid contro impianti petroliferi, porti o reti logistiche saudite potrebbero ridurre le esportazioni e alimentare ulteriori tensioni sui mercati mondiali. Il pericolo è aggravato dalla contemporanea instabilità dello Stretto di Hormuz e del Mar Rosso: le due grandi vie di transito energetico e commerciale della regione potrebbero essere sottoposte a pressione nello stesso momento.

Gli Houthi dispongono infatti di una doppia capacità coercitiva. Dal territorio yemenita possono minacciare sia l’interno dell’Arabia Saudita sia la navigazione tra Mar Rosso e Golfo di Aden. Questa posizione consente loro di collegare gli attacchi terrestri e marittimi, aumentando i costi assicurativi e logistici e costringendo le potenze occidentali e regionali a distribuire le proprie risorse militari su più fronti.

La componente iraniana resta centrale. Il sostegno di Teheran ha contribuito alla crescita delle capacità militari del movimento, ma gli Houthi possiedono anche interessi e margini decisionali propri. Considerarli una semplice estensione dell’Iran rischia quindi di produrre risposte inefficaci: il loro comportamento dipende tanto dalla competizione regionale quanto dalla lotta per il potere nello Yemen e dalla volontà di ottenere riconoscimento politico.

L’escalation mette infine alla prova il riavvicinamento diplomatico tra Arabia Saudita e Iran. Se gli attacchi proseguiranno, Riad potrebbe concludere che il dialogo con Teheran non garantisce sufficiente protezione e tornare a rafforzare la cooperazione militare con Stati Uniti e partner regionali. Il risultato sarebbe una maggiore polarizzazione del Medio Oriente, con lo Yemen nuovamente trasformato da conflitto interno a snodo di una guerra più ampia.

Fonte: CNN – Autori: Kathleen Magramo, Eyad Kourdi e Tim Lister

M.E.

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Geostrategic magazine (8 september 2026)

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