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Ethan Kessler (The Jamestown Foundation) scrive che la diversificazione energetica, le scorte e l’elettrificazione hanno protetto la Repubblica Popolare Cinese dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Commenti ufficiali e non ufficiali interpretano questa resilienza come una conferma della strategia di sicurezza energetica perseguita fin dal 14° Piano quinquennale (2021-2025). Pubblicato subito dopo il cessate il fuoco di giugno, il 15° Piano quinquennale per la costruzione di un nuovo sistema energetico ribadisce l’importanza degli stessi tre pilastri – diversificazione delle importazioni, riserve di combustibili fossili e capacità di produzione energetica da fonti non fossili – con impegni concreti per l’espansione della capacità degli oleodotti terrestri, delle scorte e dell’elettrificazione. La dipendenza di Pechino da flussi energetici stabili provenienti dal Medio Oriente, compresi i paesi arabi confinanti con l’Iran, persisterà nel breve termine. Ciò contribuisce a spiegare il limitato sostegno offerto da Pechino a Teheran durante la guerra, una posizione rimasta invariata anche dopo il crollo del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran all’inizio di luglio.
Continuity in Energy Strategy Amid U.S.–Iran War – Jamestown
In partnership con SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale



