(Marzia Giglioli)
Usa e Iran hanno riacceso il conflitto per lo Stretto di Hormuz, scambiandosi reciproci attacchi: in tal modo, l’accordo preliminarha e di cessate il fuoco tra Washington e Teheran è andato definitivamente in frantumi e la diplomazia arranca di nuovo.
I nuovi scontri per il controllo di Hormuz, oltre a causare molte vittime, continuano a destabilizzare l’economia globale: oggi, i prezzi del petrolio si sono nuovamente impennati registrando uno dei maggiori rialzi giornalieri dall’inizio della guerra.
I media statali iraniani hanno riferito di diverse esplosioni nel sud-ovest del Paese. Secondo l’agenzia di stampa statale IRNA, il vicegovernatore della provincia di Bushehr, Ehsan Jahanian, ha dichiarato che sono stati colpiti quattro siti nella città portuale di Bushehr, dove si trova l’unica centrale nucleare civile dell’Iran.
Intanto l’escalation degli ultimi giorni ha di fatto bloccato di nuovo Hormuz. Il numero di navi in transito lungo la via navigabile è crollato negli ultimi giorni e ieri ne sono passate appena 10, il numero più basso da oltre un mese.
L’Iran ha dichiarato che l’accordo di cessate il fuoco gli conferiva autorità sulla via navigabile e, nella notte, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica riferito di aver aperto il fuoco contro due petroliere che avevano tentato di transitare vicino alla costa dell’Oman anziché attraverso le acque controllate da Teheran.
Le forze armate iraniane hanno inoltre affermato di aver lanciato attacchi contro installazioni militari statunitensi in Bahrein e in Giordania.
Appena ieri, Trump aveva annunciato che gli Stati Uniti avrebbero applicato una tariffa a ogni nave in transito nello stretto, pari al 20% del valore del carico, in cambio della garanzia di sicurezza.
Oggi, un funzionario statunitense – come riporta il NYT – ha confermato che le forze americane hanno condotto “alcuni ulteriori attacchi per eliminare minacce emergenti” (e per ridurre la capacità di attacco sulle navi in transito).
Immediate le conseguenze anche per il trasporto aereo. L’ Autorità dell’Unione Europea per la sicurezza aerea ha avvertito le compagnie di sospendere le operazioni nella regione, affermando che l’intensificarsi degli attacchi militari comporta un “elevato rischio per i voli civili”. L’agenzia ha raccomandato alle compagnie aeree di evitare lo spazio di Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e di una parte del Golfo dell’Oman.



