(Maria Eva Pedrerol)
Sale ancora di più la pressione degli Usa su Cuba. La portaerei “USS Nimitz” è schierata nelle acque dei Caraibi.
E’ scortata da un gruppo d’attacco che comprende due caccia, una nave di approvvigionamento logistico e un distruttore, stando a un comunicato del Comando Sud degli Stati Uniti. La presenza della Nimitz in acque vicine a Cuba era stata preannunciata già nelle scorse settimane dallo stesso Donald Trump che più volte aveva dichiarato che avrebbe ‘pensato’ all’isola dopo aver concluso la guerra in Iran.
Ma ora la morsa su Cuba si stringe e gli Stati Uniti sono intenzionati anche a processare l’uomo forte del regime Raúl Castro, fratello dello scomparso Fidel e due giorni fa (20 maggio), in occasione dei festeggiamenti per l’indipendenza di Cuba dalla Spagna, i procuratori del Dipartimento di Giustizia Usa si sono fatti avanti annunciando che Castro, ora 94enne, verrà incriminato per omicidio e cospirazione. Washington lo accusa dell’abbattimento nel 1996 di due velivoli di un’organizzazione umanitaria che trasportava aiuti per i migranti. Quattro persone persero la vita, tra cui tre piloti americani.
Durissima la reazione di L’Avana. Il Governo Rivoluzionario – si legge sull’organo ufficiale del Partito Comunista Cubano Granma – condanna l’ accusa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro Castro e aggiunge: “Il Governo degli Stati Uniti manca di legittimità e giurisdizione per realizzare quest’azione”. Mentre cresce la tensione, i cubani sono sempre più stremati dai continui blackout elettrici e dalla crisi economica. Trump, dal canto suo è convinto che il regime “stia per cadere” e Washington alza il tiro anche sull’ultimo simbolo della Rivoluzione, il fratello di Fidel Castro, Raúl.
L’accelerazione degli eventi (l’incriminazione di Castro e la Nimitz ai Caraibi) scatenano l’ira di Russia e Cina che condannano duramente le accuse mosse al novantaquattrenne ex presidente cubano ed esortano Washington a smettere di usare la “coercizione” contro il loro alleato. “Continueremo a fornire il massimo sostegno al popolo cubano” mentre gli Usa cercano di “strangolarla economicamente”, ha assicurato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Trump sembra sempre più deciso ad agire: “vogliamo aiutare il popolo cubano”, ha detto il presidente dallo Studio Ovale minimizzando lo schieramento della Nimitz. “Non è stato deciso per intimidire l’isola, già alle prese con una crisi umanitaria che sta spingendo la popolazione allo stremo”, ha spiegato il Capi della Casa Bianca, lasciando intendere che la via diplomatica è quella preferita dall’amministrazione. Ma, se non dovesse funzionare, “siamo pronti ad agire”, ha assicurato il Segretario di Stato Rubio.



