Fonti: Politico; The Kyiv Independent; UN News
USA e Iran
Giovedì, forze statunitensi e iraniane si sono scambiate attacchi via terra e via mare, mentre il presidente Donald Trump persegue un accordo globale per porre fine alla guerra. Il Comando Centrale (CENTCOM) ha dichiarato che le forze statunitensi hanno risposto con “attacchi di autodifesa” dopo che le forze iraniane hanno lanciato missili, droni e piccole imbarcazioni contro tre cacciatorpediniere della Marina statunitense nello Stretto di Hormuz, la strategica via navigabile attraverso cui transita il 20% del petrolio mondiale. CENTCOM ha affermato di aver eliminato le minacce alle navi della Marina, descrivendo l’episodio più come una escalation di tensione che come la fine di un fragile cessate il fuoco. – US and Iran launch attacks amid tenuous ceasefire – POLITICO
USA e la governance dell’intelligenza artificiale
Alti funzionari della Casa Bianca stanno cercando di placare le preoccupazioni del settore riguardo alla possibilità che l’amministrazione imponga alle aziende tecnologiche di sottoporre i loro modelli avanzati di intelligenza artificiale a una verifica federale prima di renderli pubblici. Il giorno dopo che un importante consigliere economico della Casa Bianca ha confermato pubblicamente che una simile revisione era in discussione – paragonandola ai lunghi test sui farmaci da prescrizione condotti dalla Food and Drug Administration – i collaboratori del presidente Donald Trump hanno inviato un messaggio diverso: non così in fretta. “Ci sono una o due persone che sono molto determinate a favore della regolamentazione governativa, ma sono una minoranza”, ha affermato un alto funzionario della Casa Bianca. – White House distances itself from tighter AI regulation – POLITICO
Europa e i combustibili fossili
L’Unione Europea sta cedendo alle pressioni degli Stati Uniti e dell’industria dei combustibili fossili, che chiedono un ridimensionamento degli sforzi per combattere un superinquinante responsabile del riscaldamento globale. Nel 2021, l’UE si è impegnata a ridurre le emissioni di metano, responsabile di circa un terzo dell’aumento globale delle temperature dall’inizio dell’era industriale, e ha elaborato una legislazione che obbliga il settore petrolifero e del gas a limitarne le emissioni. Ora, tuttavia, Bruxelles si appresta a indebolire significativamente l’applicazione della sua principale normativa sul metano, concedendo alle compagnie di combustibili fossili la libertà di inquinare, con l’obiettivo primario di proteggere la sicurezza energetica del continente, secondo una bozza di documento visionata da POLITICO. – Under US pressure, EU moves to soften rules for fighting climate superpollutant – POLITICO
Europa e l’impatto economico della guerra in Iran
A oltre due mesi dall’inizio della guerra in Iran, il conflitto non ha ancora avuto ripercussioni sulla maggior parte dei consumatori al momento di fare la spesa. Il colosso dei supermercati Carrefour insiste sul fatto che i suoi prezzi non siano cambiati e la catena di discount tedesca Aldi afferma lo stesso. Ma questa situazione non durerà. “La maggior parte del cibo attualmente sugli scaffali dei supermercati è stato prodotto utilizzando materie prime acquistate o contrattualizzate prima che la crisi si manifestasse pienamente”, ha affermato David Laborde, responsabile della Divisione di Economia Agroalimentare presso la FAO. L’Europa produce il proprio fertilizzante azotato, ma lo ricava dal gas importato. Quando la crisi del Golfo fa aumentare i prezzi del gas, anche il fertilizzante prodotto in Europa diventa più costoso. Da quando la rappresaglia iraniana contro gli attacchi statunitensi e israeliani ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, una via navigabile di vitale importanza, i prezzi della benzina sono aumentati del 59% e quelli di alcuni fertilizzanti addirittura del 50%. In Germania, l’urea, il fertilizzante più commercializzato, viene ora venduta a circa 550 euro a tonnellata, rispetto ai circa 370 euro precedenti la guerra. I consumatori risentiranno per primi dell’aumento dei prezzi del carburante, verso la fine dell’estate. L’impatto dei fertilizzanti sui terreni agricoli si farà sentire in seguito. – Fertilizer time bomb threatens to drive up Europe’s food prices – POLITICO
Italia e il gas libico
Una delegazione di parlamentari italiani si è recata in Libia per valutare la possibilità di incrementare gli scambi commerciali di energia con il Paese dilaniato dalla guerra, al fine di colmare il vuoto lasciato dal conflitto nel Golfo. Ciò riflette il crescente interesse di Europa e Stati Uniti per le vaste risorse energetiche del Paese, ancora sottosfruttate, un interesse accentuato dalla recente crisi energetica globale. Sebbene la Libia esporti già del gas in Italia, i flussi si sono ridotti al minimo dalla guerra civile del 2011 che ha rovesciato Muammar Gheddafi, lasciando il Paese nordafricano dilaniato dalla violenza paramilitare e diviso tra due amministrazioni in lotta tra loro. – Italy looks to Libyan gas fields to replace supply shortages from Iran war – POLITICO
Armenia e Ucraina
Il 7 maggio, il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan ha dichiarato ai giornalisti che il suo Paese “non è un alleato” di Mosca nella guerra della Russia contro l’Ucraina e ha confermato che non parteciperà alla prossima parata del Giorno della Vittoria nella capitale russa. Lo stesso giorno, il Ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore armeno per esprimere indignazione per la recente visita del Presidente Volodymyr Zelensky a Yerevan. Zelensky ha incontrato Pashinyan il 4 maggio al vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan, segnando la prima visita di un presidente ucraino in Armenia in 24 anni. Ha descritto i colloqui con Pashinyan come “positivi” e ha affermato che i due leader stavano discutendo di un possibile incontro a Kiev entro la fine dell’anno. – ‘On the issue of Ukraine, we are not an ally of Russia,’ Armenian PM says as Kremlin fumes over Zelensky visit
Russia e Ucraina
Secondo quanto riportato dai canali Telegram russi, le forze ucraine avrebbero lanciato un attacco contro siti militari e industriali strategici russi nella notte dell’8 maggio, colpendo una raffineria di petrolio e una filiale di un centro di tecnologia per la difesa. Foto e video pubblicati sui social media da residenti locali mostrano un incendio divampato dalla raffineria di petrolio Slavneft-YANOS nella città di Yaroslavl durante l’attacco. La raffineria Slavneft-YANOS è una delle cinque più grandi della Russia e ha una capacità produttiva di oltre 15 milioni di tonnellate all’anno. – Ukraine’s military reportedly strikes Russian oil refinery, defense technology center
Europa e l’utilizzo dei beni russi ‘congelati’
I Paesi Bassi stanno cercando di riavviare i negoziati sull’utilizzo di circa 210 miliardi di euro di beni russi congelati per aiutare l’Ucraina a difendersi il prossimo anno. Il ministro delle Finanze olandese, Eelco Heinen, ha cercato il sostegno dei suoi omologhi europei martedì, durante un dibattito a porte chiuse a Bruxelles, secondo quanto riferito a POLITICO da sei diplomatici e funzionari dell’UE presenti alla riunione del Consiglio Affari Economici e Finanziari (Ecofin). Riaprire la discussione sui beni russi rischia di riaccendere un sensibile dibattito legale, commerciale e politico che, lo scorso anno, ha visto il Primo Ministro belga Bart De Wever scontrarsi con la Commissione europea. – Dutch reignite push to tap frozen Russian assets for Ukraine war effort – POLITICO
Nuovo rappresentante europeo nel Regno Unito
L’Unione Europea nominerà un alto diplomatico finlandese come nuovo ambasciatore nel Regno Unito, mentre il Primo Ministro britannico Keir Starmer spinge per un riavvicinamento con il blocco continentale. Jukka Salovaara, che ha ricoperto la carica di sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Affari Esteri finlandese, dovrebbe assumere il ruolo di ambasciatore dell’UE a Londra, secondo quanto riferito a POLITICO da tre diplomatici e funzionari dell’UE a conoscenza del processo. Salovaara lavora per il servizio diplomatico finlandese dal 1995 e ha ricoperto il ruolo di inviato del paese presso le Nazioni Unite e di sottosegretario per gli affari europei. – EU to appoint Jukka Salovaara as new ambassador to UK – POLITICO
ONU e il Patto Globale per le Migrazioni
Cosa hanno in comune più della metà dei medici in Australia, oltre il 40% dei premi Nobel statunitensi e la maggior parte della forza lavoro in alcuni Stati del Golfo? Sono tutti nati altrove, parte dei circa 300 milioni di persone in tutto il mondo che hanno lasciato il proprio paese d’origine per motivi di studio, lavoro, ricongiungimento familiare o perseguimento di altre opportunità. I migranti contribuiscono alla società, anche nei loro paesi d’origine, dove inviano ogni anno la cifra impressionante di 1.000 miliardi di dollari in rimesse, superando di gran lunga gli aiuti pubblici allo sviluppo e gli investimenti diretti esteri messi insieme. La presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Annalena Baerbock, ha condiviso queste e altre informazioni in occasione della riunione degli Stati membri di giovedì, volta a esaminare i progressi compiuti nell’attuazione del Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, un accordo internazionale del 2018, volontario e non vincolante. – Countries make progress on migration pact, but more work remains | UN News
SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale – Un’idea del futuro per migliorare il presente
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