(Maria Eva Pedrerol)
A Erevan, primo vertice ufficiale tra l’Unione Europea e l’Armenia che segna un passo decisivo nel processo di integrazione e che ha visto come pilastro centrale l’invio di un “team di risposta rapida ibrida”, composto da circa 30 esperti, incaricato di proteggere il Paese dalla propaganda e dalle interferenze russe.
A Erevan il vertice della Comunità Politica Europea (CPE) ha visto anche la presenza allargata al Canada. Per la prima volta, un premier non europeo, il canadese Mark Carney, ha partecipato ad un summit del CPE, piattaforma sul futuro dell’Europa lanciata nel 2022 dal presidente francese Emmanuel Macron, per tenere aperto il dialogo tra i Paesi Ue e i partner più vicini, come la Gran Bretagna, la Turchia, l’Ucraina, e i nordici Norvegia e Islanda. In tutto 47 Paesi, compresi i 27 Ue. Da registrare, invece, come grandi assenti la Turchia e la Germania.
L’Europa allargata si è riunita per discutere di sovranità e indipendenza, in un momento in cui la guerra russa in Ucraina e l’attacco di Israele e Usa contro l’Iran hanno posto in evidenza le debolezze degli europei. A questo incontro cruciale è stato invitato Carney, che ha detto “siamo i più europei dei non europei”. L’idea dell’invito è nata dopo il suo discorso a Davos, dove il premier canadese aveva sottolineato l’importanza dell’azione delle “potenze medie“ per riuscire a limitare i grandi, cioè Usa e Cina.
Il Canada, 28mo membro dell’Ue? L’idea sembra prendere corpo, anche se qualcuno la reputa fantapolitica. Tuttavia se ne continua a parlare. La proposta era stata lanciata nel gennaio scorso da un articolo di Stanley Pignal sull “Economist”. A fare da sponda, a febbraio, l’ex ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel, che aveva affermato: “Invitiamo il Canada nell’Ue”. La possibilità che Ottawa possa avere rapporti sempre più stretti con l’Unione Europea piace molto ai canadesi. Stando a un sondaggio Abacus Data del febbraio scorso, il 46% sarebbe favorevole all’adesione all’Ue, contro il 10% favorevole agli Usa. E’ senza dubbio un obiettivo ambizioso e complesso, che certo non piace a Trump che aspira a far diventare il Canada il 51mo Stato americano.
A Erevan si è parlato soprattutto di sovranità europea, difesa, sicurezza e competitività. “Paghiamo oggi il prezzo di una dipendenza eccessiva verso la protezione offerta dagli Usa nel campo della difesa e la sicurezza”, ha affermato il presidente francese Macron, secondo cui “Carney è presente perché si sente sempre più vicino agli europei”. Si è trattato di un vertice storico, ha commentato il presidente del Consiglio Ue António Costa. Il summit si è potuto svolgere a Erevan – ha spiegato Costa – grazie al recente accordo di pace tra l’Armenia e l’Azerbaiján. E ha aggiunto che anche i rapporti fra Armenia e Turchia “sono migliorati”, ma non abbastanza da convincere il presidente turco Erdogan a viaggiare a Erevan. Altra assenza illustre è stata quella del cancelliere tedesco Friedrich Merz, alle prese con le difficoltà create dall’annuncio del presidente Trump sul ritiro di cinquemila militari americani della Nato dalla Germania.
Presente invece il premier britannico Keir Starmer. Dopo il gelo a causa della Brexit, il Governo di Londra sta tentando il riavvicinamento all’Unione Europea e gli appuntamenti comuni rafforzano i segnali. Tra l’altro, nel corso di un incontro bilaterale con la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen si è discusso sulla possibile partecipazione di Londra al nuovo prestito di 90 miliardi all’Ucraina.
La scelta della sede del vertice a Erevan è stata strategica. L’Armenia, Paese di appena tre milioni di abitanti, anche dopo il crollo dell’Urss è rimasto legato a Mosca. Ora però ha scelto l’Europa. Per Macron, la pace conclusa con l’Azerbaiján e la possibile candidatura dell’Armenia nella Ue è la via per un distanziamento dalla Russia. Erevan nel 2017 ha firmato un accordo di partnership con Bruxelles. “Con questo vertice, compiamo un balzo in avanti verso un nuovo livello di cooperazione”, ha dichiarato von der Leyen. “Se saremo accettati nell’Ue – ha risposto il primo ministro armeno Pashingyan – saremo felici e soddisfatti”. Sullo sfondo, notano alcuni osservatori, l’apertura di nuove rotte commerciali alternative tra l’Asia e l’Europa, attraverso i Paesi del Caucaso.



