(Marco Emanuele)
Riprendiamo due passaggi dal discorso odierno di Papa Leone XIV all’incontro per la pace con la comunità di Bamenda, in Camerun:
Beati gli operatori di pace! Guai, invece, a chi piega le religioni e il nome stesso di Dio ai propri obiettivi militari, economici o politici, trascinando ciò che è santo in ciò che vi è di più sporco e tenebroso.
I signori della guerra fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire. Fingono di non vedere che occorrono miliardi di dollari per uccidere e devastare, ma non si trovano le risorse necessarie a guarire, a educare, a risollevare. Chi rapina la vostra terra delle sue risorse, in genere investe in armi buona parte dei profitti, in una spirale di destabilizzazione e di morte senza fine. È un mondo a rovescio, uno stravolgimento della creazione di Dio che ogni coscienza onesta deve denunciare e ripudiare, scegliendo quell’inversione a U — la conversione — che conduce nella direzione opposta, sulla strada sostenibile e ricca della fraternità umana. Il mondo è distrutto da pochi dominatori ed è tenuto in piedi da una miriade di fratelli e sorelle solidali!
Il Pontefice continua il suo Magistero per la pace. Sono parole importanti, decisive, sostanziali. L’uso strumentale della religione è un tema attualissimo, soprattutto laddove si richiama Dio per ‘giustificare’ fini terreni, molto umani, di morte e distruzione. L’aspetto spirituale della vita, ciò che attiene alle profondità di ogni essere umano nell’atto di credere, di affidarsi, non può essere toccato, vilipeso, reso servo di qualsivoglia potere che abbia altro obiettivo da quello ri-congiungere ciò che è disperso, riportando umanità e pianeta in una complessità inseparabile. Quell’aspetto spirituale, come abbiamo più volte evocato, è parte di una intelligenza visionaria sempre più decisiva per costruire la pace: se i costruttori esistono, e sono in molti, è il sistema-mondo a dover compiere quella inversione a U di cui ha parlato Papa Leone. E’ la nostra responsabilità, naviganti nel mare tumultuoso della storia.



