La guerra in Iran rischia di scatenare una nuova ondata di proliferazione nucleare

La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran si sta svolgendo in un momento in cui il regime globale di non proliferazione è già sottoposto a una pressione significativa, scrive Chatham House. Il New START, l’ultimo trattato bilaterale sul controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia, è scaduto a febbraio senza essere stato sostituito. La Cina sta attualmente espandendo e modernizzando il suo arsenale nucleare. La Francia ha annunciato un’espansione del suo programma nucleare e una più stretta cooperazione con i partner europei. L’opinione pubblica in diversi Stati non dotati di armi nucleari, come Turchia, Polonia e Corea del Sud, sembra orientarsi verso il sostegno allo sviluppo di capacità nucleari nazionali, man mano che le lezioni della Guerra Fredda e le devastanti conseguenze delle armi nucleari si affievoliscono dalla memoria collettiva. Tutto ciò avviene in un contesto di crescenti dubbi sulla capacità di Washington di mantenere i suoi impegni di deterrenza estesa e di sicurezza nei confronti degli alleati. In particolare, il presunto ridispiegamento da parte degli Stati Uniti di parte del loro sistema di difesa missilistica THAAD dalla Corea del Sud al Medio Oriente potrebbe destare preoccupazione tra gli alleati statunitensi in Asia orientale. Tali tensioni, pur preesistenti rispetto agli accadimenti recenti, rischiano di frammentare il regime proprio nel momento in cui la comunità internazionale meno se lo può permettere.

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