USA – Iran: colloqui in corso

(Carlo Rebecchi) 

Ha fatto il giro del mondo, in tempo reale, l’ annuncio più inatteso che ci si potesse aspettare sul fronte della guerra israelo-statunitense contro l’Iran: “Negli ultimi due giorni, noi e l’Iran abbiamo avuto conversazioni molto buone e produttive sulla risoluzione completa e totale delle ostilità”, ha scritto Donald Trump su Truth annunciando “una pausa” dei bombardamenti di cinque giorni. D’incanto le borse mondiali, che all’apertura erano precipitate in un rosso profondo, sono tornate in positivo, e l’ascesa del prezzo di petrolio e gas si è fermata.

Trump, sul suo social, ha precisato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” e ha affermato che la pausa di cinque giorni è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”, che ha definito “approfondite, dettagliate e costruttive”.

L’annuncio di Trump è giunto mentre il mondo guardava con crescente paura lo scorrere del tempo dell’ ultimatum dato da Trump al regime iraniano per riaprire lo Stretto di Hormuz – la scadenza era la mezzanotte di oggi. in mattinata, il Consiglio di Difesa iraniano aveva minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane fossero state attaccate.

“Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge in una dichiarazione diffusa dall’agenzia Fas. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, aggiungeva Teheran.

Il Dipartimento di Stato americano aveva emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti – specialmente nel Medio Oriente -, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo.

Fonti israeliane affermavano nel frattempo che i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran, e alcuni religiosi “hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran”. Qualche ora prima Axios aveva scritto che la Cia e il Mossad israeliano “dispongono di informazioni che suggeriscono che la Guida Suprema Khamenei – che sarebbe ricoverato a Mosca – sia vivo”, aggiungendo che “non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.

Khamenei risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire attraverso messaggi audio, alimentando le speculazioni sulla sua salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah Ali Khamenei.

Intanto, i bombardamenti proseguivano e l’esercito israeliano aveva annunciato di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico.

 

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