(nostra traduzione da The Washington Institute / Michael Jacobson)
Il 29 gennaio l’Europa ha alzato la voce contro l’apparato terroristico iraniano. L’Unione Europea ha annunciato che aggiungerà il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano alla sua lista di entità terroristiche designate. L’UE ha riflettuto per anni su questo passo e ha adottato misure insufficienti. Ora, l’UE e i suoi Stati membri devono utilizzare questo nuovo strumento, tanto necessario, in modo ampio ed efficace. La designazione dell’UE dovrebbe segnare l’inizio della campagna europea contro l’IRGC, non la sua fine. L’inserimento formale dell’IRGC nell’elenco conferirà all’Europa nuove importanti autorità per limitare gli attacchi e i complotti iraniani sul proprio territorio. La mossa dell’UE ha anche un grande valore simbolico, in particolare in un momento in cui il regime iraniano è sotto pressione sia all’interno che all’estero. L’UE aveva già sanzionato alcune filiali, leader e agenti dell’IRGC. Tuttavia, gli Stati membri dell’UE si sono opposti all’adozione di misure contro l’IRGC nel suo complesso per diversi motivi, tra cui il timore europeo di una reazione da parte di Teheran. L’Iran ha da tempo espresso la sua opposizione alla designazione dell’IRGC, avvertendo nei giorni scorsi che un’etichetta dell’UE avrebbe avuto “conseguenze distruttive”. La riluttanza degli Stati Uniti a revocare la propria designazione dell’IRGC come organizzazione terroristica straniera sarebbe stata una delle ragioni principali del fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran durante l’amministrazione Biden.
La designazione dell’UE arriva sulla scia della sanguinosa repressione del regime iraniano contro il proprio popolo indignato. La decisione dell’UE, raggiunta per consenso tra i suoi 27 Stati membri, unisce la voce dell’Europa all’indignazione dei manifestanti iraniani contro i loro oppressori. L’azione dell’UE invia anche un messaggio forte a Teheran, affinché si astenga dal condurre attacchi sul suolo europeo contro i suoi presunti nemici, in particolare i dissidenti iraniani e gli obiettivi israeliani ed ebraici. I funzionari europei della sicurezza esprimono grande preoccupazione per questo rischio. Sia la micidiale Forza Quds dell’IRGC che il famigerato Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza iraniano hanno condotto numerosi complotti terroristici negli ultimi anni in Europa, tra cui Svezia, Germania, Cipro e Belgio. I singoli governi europei hanno smantellato e perseguito queste reti e hanno rilasciato dichiarazioni di condanna del comportamento iraniano, ma questa è la posizione europea più unitaria e forte fino ad oggi.
Con la designazione dell’UE, tutti i beni dell’IRGC in Europa sono ora soggetti a congelamento. È ora illegale fornire fondi o risorse al gruppo. La designazione richiede inoltre agli Stati membri dell’UE di aumentare la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale relativa all’IRGC. L’UE imporrà inoltre un divieto di viaggio ai membri dell’IRGC che desiderano visitare l’Europa. Gli europei dovrebbero ora puntare a utilizzare questi strumenti con determinazione. L’IRGC ha storicamente avuto una portata quasi globale, non solo con le sue cellule terroristiche, ma anche con le sue reti di approvvigionamento e finanziarie. Scoprire e smantellare le reti dell’IRGC e congelarne i beni indebolirebbe la capacità del corpo di riarmarsi, trarne profitto e convogliare materiale e finanziamenti ai suoi rappresentanti. L’Europa può e deve fare molto di più per massimizzare l’impatto della designazione e imporre costi reali all’IRGC e ai suoi signori. La designazione da parte dell’UE nel 2013 della cosiddetta “ala militare” di Hezbollah offre un buon modello di come una designazione dell’UE possa rafforzare sia l’UE che i suoi Stati membri. In primo luogo, l’UE dovrebbe garantire che Europol, l’agenzia di polizia continentale, assuma un ruolo chiave nel coordinamento e nel sostegno delle indagini relative all’IRGC in tutta Europa, come fatto con Hezbollah. Prima della designazione dell’UE, la capacità di Europol di sorvegliare gli agenti dell’IRGC in Europa era molto limitata. I numerosi complotti dell’IRGC in Europa hanno spesso un modus operandi coerente, che prevede l’utilizzo di criminali non associati all’Iran per compiere attacchi e offrire così a Teheran una copertura per negare ogni coinvolgimento. Europol si trova in una posizione privilegiata per avere una visione d’insieme e condividere le informazioni rilevanti con tutti gli Stati membri dell’UE.
Un esempio è il coinvolgimento di Europol nella complessa indagine multigiurisdizionale sul finanziatore di Hezbollah Mohamad Nourredine, che ha coinvolto diversi governi europei e diverse agenzie di polizia statunitensi. Nel 2018, Nourredine è stato condannato da un tribunale francese per diversi reati e condannato a sette anni di carcere nell’ambito di un’indagine multinazionale denominata “Operazione Cedar”. Europol potrebbe fornire un sostegno simile nelle indagini internazionali contro gli agenti dell’IRGC. Dal 2014 Europol svolge anche un ruolo fondamentale, insieme agli Stati Uniti, nel Gruppo di coordinamento delle forze dell’ordine, l’unico organismo internazionale dedicato alla lotta contro le attività terroristiche e illecite di Hezbollah. L’UE dovrebbe autorizzare Europol a fare lo stesso per il Forum contro il terrorismo transnazionale guidato dagli Stati Uniti, che si concentra sul terrorismo legato all’Iran. In secondo luogo, i governi europei devono dare seguito alle azioni dell’UE e imporre i propri divieti e designazioni nazionali. Molti paesi europei hanno fatto proprio questo nei confronti di Hezbollah, tra cui Germania, Slovenia, Austria, Regno Unito e Paesi baltici.
Prendiamo ad esempio la Germania, che dimostra come le azioni a livello nazionale possano rafforzare l’applicazione della legge e integrare le azioni di Bruxelles. Nel maggio 2020, la Germania ha formalmente vietato Hezbollah e ha condotto raid quasi simultanei contro diverse organizzazioni legate a Hezbollah nel paese. La Germania sta ora perseguendo un cittadino libanese presumibilmente legato a Hezbollah per aver procurato componenti per droni al gruppo terroristico, un piano che è stato attuato anche nel Regno Unito e in Spagna.
La designazione dell’IRGC da parte dell’UE non farà pendere la bilancia del potere in Iran a favore dei manifestanti, ma può comunque contribuire a ridurre la capacità dell’Iran di organizzare attacchi violenti all’estero. L’UE e i suoi Stati membri devono attuare con determinazione questi nuovi poteri affinché abbiano l’effetto tanto necessario.



