L’UE e il Vietnam, un’altra risposta ai dazi di Trump

(Marzia Giglioli)

Bisogna conoscere il Vietnam da dentro per capirne davvero la cultura e i difficili equilibri e per rivedere molto della narrazione giunta in Occidente. Il Vietnam è lì a difendere da sempre i suoi confini, cercando di agire su fili sottili per regolare i rapporti con l’Occidente da una parte e con la Cina dall’altra. Pechino ricorda ad Hanoi che il fiume Mekong ha la sorgente in territorio cinese e che basterebbe una diga per sconvolgere l’economia dell’intero Paese.

C’è sicuramente una sindrome cinese in Vietnam e una ricerca permanente nell’agire in modo da non irritare un vicino così potente.

Ci sono aziende, uffici e intere filiere che legano il Vietnam a Pechino e molti
ricchi cinesi, da anni, preferiscono passare qui le vacanze, costruendosi ville bellissime, perché l’aria è più pulita e la natura è più incontaminata .Di fatto la Cina resta il primo partner commerciale del Paese con oltre 200 miliardi di dollari di interscambio di beni e rappresenta una fonte essenziale di componenti industriali, tecnologie intermedie ed elettronica di consumo.

Nei confronti degli USA, il Vietnam fa parte della top ten dei partner commerciali. Gli States.hanno acquistato prodotti vietnamiti per 136,5 miliardi di dollari nel 2024 e 106,2 miliardi nei primi sette mesi del 2025 (dati US Census Bureau).

Negli anni il Vietnam ha scelto un equilibrio equidistante tra l’Occidente, la Cina e la Russia.
Ma i dazi di Trump impongono nuove regole e nuove alleanze e, in questi giorni, giunge la notizia dell’accordo siglato tra UE e il Paese asiatico. L’incontro tra il presidente del Consiglio europeo Costa e il presidente vietnamita Luong Cuong ha fissato la futura tabella di marcia.

Si tratta del primo partenariato strategico globale dell’UE nel Sud-est asiatico e Costa ha sottolineato che ‘l’UE attribuisce al Vietnam un ruolo crescente e di considerarlo un partner credibile e a lungo termine nell’Indo-Pacifico’. Costa ha anche aggiunto che i due Paesi hanno su alcuni temi opinioni diverse, come i diritti umani o la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. ‘Ma entrambi sosteniamo pienamente il multilateralismo e la Carta delle Nazioni Unite’.

Nella tabella di marcia figura una maggiore spinta su commercio, energia pulita, economia blu, sicurezza e difesa.

Bruxelles fa sapere che ‘in un momento in cui l’ordine internazionale basato sulle regole è minacciato da più fronti, si deve essere fianco a fianco con partner affidabili e prevedibili’.
E così il Vietnam diventa l’altro tassello dopo l’accordo siglato la settimana scorsa con l’India.

 

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