L’Europa nell’oltre

(Marco Emanuele)

Il duro discorso del Cancelliere tedesco Merz al Parlamento Federale tedesco, ripreso da Politico, sottolinea come l’Europa debba intraprendere una politica di potenza per essere protagonista nella fase storica che stiamo vivendo.

Se non vi è dubbio che – tatticamente – il Vecchio Continente sia chiamato a investire in autonomia strategica e a migliorare le proprie capacità di resilienza nel pieno della guerra ibrida (ricordiamo l’appello del capo di ENISA discusso oggi sulle nostre pagine), per passare alla storia l’Europa (per diventare strategica) deve lavorare sulla re-istituzione del multilateralismo.

Occorre chiedersi cosa significhi realismo all’europea. Preso atto che l’alleato americano si muove con logica del tutto auto-referenziale, laddove ogni scelta strategica di Washington sembra finalizzata a rafforzare la ‘fortezza USA’, l’Europa ha la responsabilità di inaugurare una fase del tutto diversa.

L’Europa, per essere protagonista nell’oltre che già ci percorre, deve riconoscere i limiti del multilateralismo che abbiamo conosciuto ma che, al di là dei rapporti di forza sempre esistiti (e che sempre esisteranno), ha garantito pace e sicurezza dopo la seconda guerra mondiale. L’Europa non può non vedere le crepe di una (troppo spesso) a-critica cultura globalista e deve ripensare il proprio ruolo in termini di dialoghi strategici (che comprendono l’aspetto fondamentale dell’apertura e del consolidamento di nuovi mercati e la governance della rivoluzione tecnologica).

L’Europa, in sostanza, deve lavorare sul superamento della dominante legge della giungla e non cadere nella trappola (auto-inganno) della forza per la forza.

 

 

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