Entra in vigore il Trattato Globale sugli Oceani

(Maria Eva Pedrerol)

Oggi entra in vigore il primo Trattato Globale sugli Oceani (High Seas Treaty), un traguardo dopo quasi 20 anni di negoziati. E’ un passo storico per la protezione di tutti i mari del mondo e per la conservazione della biodiversità e degli ecosistemi marini. L’accordo sul testo era stato raggiunto nel 2023 dai rappresentanti dei 193 Paesi delle Nazioni Unite. Al momento 82 Nazioni lo hanno ratificato, ma non l’Italia. Il suo scopo principale è la conservazione e l’uso sostenibile delle ricchezze naturali nelle aree al di fuori delle giurisdizioni nazionali. Si tratta di un’area che corrisponde a oltre i due terzi degli oceani.

Per entrare in vigore, il trattato doveva essere ratificato da almeno sessanta Paesi. Aperto alle firme dalla 78ma Assemblea dell’Onu il 20 settembre scorso, è stato ratificato al momento da 82 nazioni. Si tratta di un trattato vincolante nell’ambito della Convenzione dell’Onu sul diritto del mare del 1982 e in vigore dal 1994. In Europa hanno firmato Norvegia, Finlandia, Francia, Irlanda, Spagna.

L’accordo pone l’accento in particolare sulla protezione delle acque che si trovano oltre le 200 miglia nautiche dalla costa (370 chilometri), per cui non ricadono in nessuna giurisdizione nazionale. E’ un’area che globalmente copre oltre il 60% degli oceani della terra. Le Nazioni Unite – si legge nel documento del trattato – annunciano l’ambizioso progetto di tutelare il 30% degli oceani entro il 2030, attraverso la costituzione di aree marine protette. Attualmente solo l’ 1,2% dei mari è sotto protezione totale. Inoltre l’accordo intende garantire e proteggere l’uso responsabile dell’ ambiente marino e mantenere l’integrità degli ecosistemi. E come obiettivo ancora più ambizioso, sottolinea il documento delle Nazioni Unite, si intende inoltre regolamentare l’acquisizione del patrimonio genetico di alcuni animali o vegetali che suscitano un grande interesse da parte del mondo industriale.

Altri punti fondamentali del Trattato riguardano la pulizia degli oceani, con il grave problema dell’accumulo dei residui di plastica, la gestione sostenibile degli stock ittici e la protezione degli habitat. Il documento tiene anche conto del problema del progressivo innalzamento della temperatura degli oceani, con il conseguente aumento delle tempeste, sempre piu frequenti e intense e l’innalzamento del livello del mare. Problemi che riguardano, in particolare, le piccole isole, sempre piu minacciate dai cambiamenti climatici.

Non nasconde la sua soddisfazione il Segretario Generale dell’Onu Antoni Guterres. “Il nuovo accordo – ha sottolineato – è fondamentale per affrontare le minacce che incombono sugli oceani”.

“Per difendere l’Artico e i nostri Oceani il successo del Trattato Globale sugli Oceani è la nostra arma migliore”, afferma in una nota Greenpeace. L’idea – secondo l’associazione ambientalista – “è di trasformare le acque internazionali intorno al Polo Nord in un Santuario Globale, senza trivelle e senza miniere”. Un tema che diventa quanto mai difficile a fronte delle dichiarazioni degli USA di Trump sulla Groenlandia e l’Artico.

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