Il futuro del mondo nel salotto di Trump e Xi

L’apice del coreografico disgelo bilaterale tra USA e Cina è avvenuto alla cena di gala, organizzata da Trump in onore di Xi con ospiti di riguardo che hanno incluso l’élite dei grandi finanziatori repubblicani e conservatori e il gotha della tecnologia USA, da Sam Altman a Elon Musk e Jensen Huang, da Jeff Bezos a Tim Cook. Trump ha aperto la serata affermando che “il Presidente Xi e io sappiamo che rappresentiamo diversi sistemi ma i legami tra i nostri popoli restano” e possiamo “continuare a costruire un rapporto che promuove prosperità e sicurezza per generazioni”. Trump ha elogiato ripetutamente l’amicizia con il leader cinese.

Xi ha brindato all’evento sostenendo che le due potenze dovrebbero “andare d’accordo” e che fare grande l’America e la Cina non sarebbero obiettivi contrapposti ma il fatto che “si rafforzano reciprocamente”. USA e Cina sono giunti a un “momento storico”, ha sottolineato, citando l’opportunità di un riavvicinamento come fu quello di Nixon a Pechino. Lui e Trump, ha aggiunto, hanno avuto “scambi sinceri e approfonditi”, arrivando a una “comprensione comune su molte questioni”. A siglare anche la nuova intesa c’è intanto la tregua sui dazi come ha annunciato il Segretario al Tesoro Bessent.

Sull’altro tema rovente, l’intelligenza artificiale, le cose rimangono come sono con un canale aperto per gli incidenti più gravi. Ma la competizione resta su chip, modelli, energia, capitali e talenti.

I due modelli restano opposti ma da ieri si sono gettati almeno i semi per cercare di costruire un primo meccanismo stabile di comunicazione sui rischi dell’IA.

Nel pacchetto del disgelo ci sono tante soluzioni possibili, ma nessuno scommette sulla loro tenuta. Sullo sfondo c’è la “trappola di Tucidide” che torna sulle prime pagine e che il premier cinese ripete per la seconda volta: l’ aveva menzionata davanti al presidente degli Stati Uniti a Pechino, lo ha ripetuto ieri a Washington per dire che “puo’ essere superata” e per ricordare l’antica rivalità tra Atene e Sparta che assomiglia molto alla sfida tra Washington e Pechino: ma Xi aggiorna la tesi del politologo di Harvard Graham Allison sul rischio che il confronto tra una potenza in ascesa e una potenza già dominante degeneri in guerra. Soprattutto per non tornare alla Grecia del V secolo.

Marzia Giglioli

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