Gli Usa accelerano la corsa al computer quantistico e il Q-Day già scuote la geopolitica

(Marzia Giglioli)

Washington accelera ufficialmente la corsa al computer quantistico, finora confinato nei centri di ricerca e nelle università, fissando già le date. Lunedì, il presidente Trump ha firmato due decreti esecutivi per dare il via alla leadership statunitense nelle tecnologie quantistiche e la Casa Bianca ha messo in agenda un potente computer quantistico entro il 2028.

Dopo l’intelligenza artificiale, i semiconduttori e i programmi spaziali, gli USA lanciano una nuova sfida rivolta soprattutto alla Cina. In ballo c’è una difficilissima partita e pochi giorni fa si sono giocate le prime mosse.

Mentre Donald Trump firmava due nuovi ordini esecutivi sul quantum computing nello Studio Ovale, accanto a lui sedevano i vertici di Ibm e Google. La strategia è più che chiara.

Gli ordini esecutivi di Trump puntano a sviluppare entro due anni un computer quantistico capace di affrontare problemi che oggi richiederebbero anni anche ai supercomputer più avanzati. Secondo il Wall Street Journal, la Casa Bianca vuole coinvolgere agenzie federali, università e aziende private per trasformare il quantum da promessa scientifica a strumento con applicazioni concrete. Ovviamente, una parte importante del piano riguarda anche la Difesa. Trump, come riferisce Huffington Post, ha incaricato i Dipartimenti del Commercio e della Difesa di sviluppare entro cinque anni sensori quantistici che possano affiancare o sostituire il Gps, un elemento particolarmente decisivo nei conflitti e capace di ribaltarne gli esiti.

Gli stessi computer quantistici potrebbero un giorno mettere in crisi i sistemi di crittografia che proteggono le attuali reti governative, le infrastrutture sensibili e le comunicazioni riservate.

“Il quantum sta uscendo dalla ricerca universitaria e sta entrando nella geopolitica”, spiega ad Huffington Post Simone Montangero, professore di Fisica teorica all’Università di Padova. Il motivo è che governi e specialisti conoscono da decenni un potenziale rischio: un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe aggirare molti dei sistemi che oggi proteggono dati e comunicazioni. “Sappiamo da trent’anni che se avessimo avuto i computer quantistici avremmo potuto rompere la crittografia che tiene in piedi il nostro mondo”, osserva Montangero.

Il che significa che conti correnti, comunicazioni diplomatiche, segreti militari, reti energetiche e altre infrastrutture strategiche potrebbero diventare improvvisamente vulnerabili. La nostra sicurezza si basa sulla crittografia, cioè su sistemi matematici che rendono le informazioni incomprensibili a chi non possiede la chiave giusta. Ma tutto potrebbe saltare e gli esperti di sicurezza hanno già trovato un nome a questa rivoluzione insidiosa: Q-Day, il giorno in cui un computer quantistico riuscirà a spezzare gli attuali sistemi crittografici. Nessuno sa quando arriverà. Ma è proprio questa incertezza che sta spingendo governi e aziende a prepararsi con anni di anticipo.

Per capire il problema bisogna entrare, almeno per un momento, nel cuore della crittografia moderna. Secondo Montangero : “L’algoritmo RSA si basa sulla fattorizzazione di due numeri. Prendo due numeri primi di duemila cifre e ne faccio il prodotto. Trovare i due numeri originari, partendo solo dal prodotto, col miglior supercalcolatore che c’è al mondo richiederebbe 20.000 anni”. Per capire meglio: l’idea è simile a quella delle tabelline. Sapere che 3 per 7 fa 21 è immediato. Fare il percorso inverso è difficile: partendo da 21 bisogna capire quali numeri lo hanno generato. “Con numeri piccoli è facile. Con numeri lunghi migliaia di cifre diventa un problema praticamente impossibile da risolvere. È proprio su questa difficoltà che si basa la sicurezza digitale moderna. Quando usiamo una carta di credito, inseriamo una password o inviamo una comunicazione riservata, stiamo sfruttando un sistema che funziona perché i computer tradizionali impiegherebbero tempi enormi per trovare quella chiave”.

Finché questi problemi matematici restano troppo complessi da risolvere, la sicurezza regge. Ma un computer quantistico sufficientemente potente cambierebbe le regole del gioco. E sarebbe davvero il Q-Day.

 

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