L’inquinamento invisibile, ma implacabile, dei satelliti artificiali

(Maria Eva Pedrerol) 

L’inquinamento, dopo aver colpito mari, fiumi, terra ed aria, ha raggiunto anche gli alti strati dell’atmosfera. Negli ultimi cinque anni, migliaia di satelliti artificiali hanno popolato lo spazio a un ritmo frenetico. Mentre l’attenzione internazionale è concentrata sull’inquinamento terrestre, gli scienziati hanno cominciato a studiare quello dell’atmosfera alta che può sommarsi a quanto già sappiamo e che potrebbe influenzare ancora di più l’ambiente e il clima.

Analizzando i lanci e rientri delle megacostellazioni di satelliti, che vengono lanciati in gruppi numerosi nello spazio, gli scienziati dell’University College London hanno scoperto che rilasciano nell’alta atmosfera emissioni pervasive e lente a disperdersi. In uno studio pubblicato sulla rivista Earth’s Future, i ricercatori britannici spiegano come la fuliggine prodotta dai satelliti, a causa del movimento lento delle correnti, si stia accumulando rapidamente e rischi di rimanere per anni negli strati più alti dell’atmosfera. Poiché resta molto più a lungo rispetto alle emissioni prodotte da fonti terrestri, come le auto o l’industria, l’impatto sul clima è 500 volte più alto.

Quando i satelliti terminano il loro ciclo di vita, tra o 5 e i 15 anni, rientrano nell’atmosfera e bruciano. I materiali di cui sono composti, come alluminio, titanio e altre leghe, si vaporizzano rilasciando delle particelle che possono avere un impatto sugli strati superiori dell’atmosfera. Secondo un altro studio, publicato su Geophysical Research Letters, i metalli rilasciati durante il rientro potrebbero alterare la chimica della mesosfera, la fascia atmosferica tra i 50 e i 100 Km. di altitudine.

D’altra parte, la fuliggine accumulata in alta atmosfera diminuisce la quantità di luce solare che riesce a raggiungere la superficie terrestre, causando un effetto di raffreddamento. Questo effetto benefico è, però, molto contenuto rispetto al riscaldamento globale. Oltre all’inquinamento atmosferico, c’è la questione dei detriti spaziali, cioè frammenti di satelliti non più operativi che orbitano interno alla Terra, creando rischi per le altre missioni. Sia l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che la Nasa stanno studiando soluzioni al problema. A tutto ciò si aggiunge il fatto che, tra le sostanze chimiche rilasciate dai lanci e rientri di satelliti, ci sono alcuni composti di cloro che possono danneggiare lo strato di ozono. Ad oggi, ancora poche di questi reti di satelliti sono state lanciate con razzi che sprigionano cloro.

Gli scienziati del College London hanno analizzato i dati relativi ai lanci effettuati tra il 2020 e il 2022 e hanno elaborato delle proiezioni. Se nel 2020 i lanci delle grandi costellazioni di satelliti hanno contribuito per circa il 35% all’inquinamento atmosferico del settore, questa percentuale salirà al 42% nel 2029. Infatti, nel triennio 2023-2025, i ritmi di lancio hanno subito un incremento esponenziale. Ad esempio, nel 2025 i lanci annuali di satelliti che fanno parte di megacostellazioni sono triplicati rispetto al 2020. Ed entro il 2030 emetteranno nell’atmosfera 870 tonnellate di fuliggine.

E per ultima e non meno importante, c’è la questione della luminosità. i satelliti artificiali possono riflettere la luce solare contribuendo all’inquinamento luminoso. Proprio di questo fenomeno si sta occupando l’azienda Space X, per cercare di ridurre la riflessione delle costellazioni satellitari di Starlink. Le gigantesche costellazioni di satelliti di Elon Musk si profilano come le più inquinanti in assoluto dall’inizio dell’era spaziale, stando allo studio del College London.

Nel 2021 i satelliti attivi erano 8mila, oggi superano i 13mila. Di questi, più di 6mila appartengono a Stalink. Anche Amazon si sta muovento per produrre un vasto numero di satelliti. E, di recente, un’azienda cinese ha lanciato nello spazio il primo lotto di una megacostellazione. Mentre la corsa allo spazio è già iniziata a pieno ritmo, gli scienziati affermano con forza che l’industria del settore deve prendere coscienza del problema dell’inquinamento atmosferico e trovare vie alternative per consentire ai satelliti di rientrare senza danneggiare l’atmosfera.

Latest articles

Related articles