Cuba-USA, prove di disgelo. Al lavoro anche l’intelligence. La popolazione sempre più stremata

(Maria Eva Pedrerol)

Con una iniziativa inedita, il direttore della Cia John Ratcliffe si è recato giovedì a Cuba per incontrare il ministro degli Interni cubano Lázaro Álvarez Casas. L’ isola e’ stremata dall’embargo e dalla crisi energetica ed economica e Radcliffe e la controparte cubana si sono impegnati ad “affrontare seriamente questioni economiche e di sicurezza”. L’incontro avviene nel peggior momento per l’isola caraibica. Proprio il giorno prima le autorità de L’Avana avevano annunciato di essere totalmente a secco di carburante.

Ratcliffe si è seduto faccia a faccia con il ministro cubano e con il capo dell’intelligence dell’isola. Non è passata inosservata, inoltre, la partecipazione del nipote e uomo di fiducia di Raul Castro, Raúl Rodríguez Castro, personaggio sempre più presente negli incontri chiave. E’ stato una riunione inedita, impensabile decenni fa, tuttavia le reazioni sono state piuttosto tiepide. Il Partito comunista cubano la considera come “parte degli sforzi per affrontare lo scenario attuale”. Da parte sua, il Ministero degli Interni ha commentato che si tratta di “sviluppare la cooperazione bilaterale”. E Washington, in un comunicato della Cia dopo l’incontro, continua a battere il tasto sull’idea che Cuba sia un “rifugio per gli avversari degli Stati Uniti”.

Da gennaio, l’approccio di Washington nei confronti di Cuba è stato comunque un susseguirsi di minacce e segni di distensione. Anche il regime cubano non è da meno. Nello stesso giorno dell’incontro con il direttore della Cia, le autorità cubane hanno rilasciato la dissidente Sissi Abascal Zamora, esponente del movimento le “Damas de Blanco” (che raggruppa madri, mogli, figlie e familiari dei prigionieri politici): la giovane ha lasciato il carcere femminile e, obbligata all’esilio, ha raggiunto Miami con un visto umanitario del Dipartimento di Stato Usa. “Ancora non ci credo” , ha commentato Abascal che fu arrestata durante le proteste del 2021 e condannata a sei anni di carcere.

Intanto i cubani vivono in condizioni sempre più estreme. Dopo la cattura di Nicolás Maduro a gennaio e i mancati rifornimenti di carburante da parte del Venezuela e del Messico, la situazione dell’isola è catastrofica. “Non abbiamo assolutamente più carburante. Non abbiamo più riserve”, aveva annunciato mercoledì il ministro dell’ Energia Vicente de la O Levy. E L’Avana alla fine ha accettato l’offerta da parte di Washington di 100 milioni di dollari di aiuti all’isola, in cambio di “riforme significative nel sistema comunista di Cuba”, aiuti che in un primo momento erano stati rifiutati.

Il New Yofk Times ha raccolto i commenti della gente: “Il cubano si adatta e impara a vivere con tutto, ma ora è troppo difficile”, oppure “ho una pensione, sopravvivo, ma non ho una vita degna”. E ancora: “Esci per strada ed è tutto chiuso”.

Per l’isola è la peggior crisi degli ultimi anni, con costanti blackout elettrici di molte ore che interrompono i servizi fondamentali, con conseguenze negli ospedali e nel trasporto pubblico: la popolazione sfoga la propria disperazione con le “caceroladas”, bloccando le strade con i rifiuti e lanciando pietre contro i benzinai ormai vuoti.

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