(Marzia Giglioli)
Tra le minacce reciproche che si lanciano Iran e Usa, c’e il possibilismo del Pakistan. Il primo ministro, Shehbaz Sharif, afferma che gli sforzi di pace continuano, facendo trasparire l’impegno massimo nel riportare le parti al tavolo delle trattative. Ma lo sguardo oggi è puntato a Washington per i primi colloqui diretti tra Israele e Libano in programma nella sede del Dipartimento di Stato americano. Gli ambasciatori in Usa dei due Paesi mediorientali si incontrano alla presenza del segretario di Stato americano Marco Rubio. Si tratta di un momento storico tra due Paesi che non hanno relazioni dirette.
ll leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha già fatto sapere che il Libano avrebbe dovuto annullare i colloqui con Israele. L’avviso degli Hezbollah è ancora più chiaro: non accetteranno nessun accordo preso. Il governo libanese vuole invece utilizzare l’incontro per negoziare un cessate il fuoco.
Sulla carta, l’incontro nella capitale degli Stati Uniti punta a ottenere un’ipotesi di cessate il fuoco, ottenuto con il disarmo di Hezbollah, e un accordo di pace tra Tel Aviv e Beirut.
Nell’attesa si possono solo elencare i segnali che arrivano da Usa e Iran nelle ultime ore.
Donald Trump ha dichiarato che l’Iran desidera ardentemente un accordo e qualcosa significa. Intanto Hormuz continua ad essere la trincea sulla quale si misura la reciproca forza. Per Trump la mossa del blocco navale è quella di costringere l’Iran ad aprire lo Stretto e ad accettare presto un accordo per porre fine alla guerra.
L’Iran intanto minaccia anche di colpire i porti del Golfo dopo che gli Stati Uniti hanno iniziato il blocco navale, ma il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, afferma anche che il suo Paese è aperto a colloqui che rispettino il diritto internazionale. Anche se in questa storia di guerra sono davvero in pochi a rispettarlo.
Per non alzare ancora di più la tensione, il Pentagono fa sapere che le navi in arrivo o in partenza da porti non iraniani non saranno fermate.
La Cina si adopera per il cessate il fuoco in Medio Oriente e Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed. Intanto Trump boccia la proposta dell’Iran su uno stop di 5 anni dell’arricchimento dell’uranio.
Ci vuole una buona dose di probabilismo ma i segnali per un cammino in uscita dal conflitto ci sono e Islamabad propone un secondo round per i negoziati.



